mercoledì, 17 Agosto 2022

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    Colli Euganei: “Suoni dal mondo. La raccolta degli strumenti musicali di Roberto Tombesi”

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    Fino al 27 febbraio è possibile visitare la mostra “Suoni dal mondo. La raccolta degli strumenti musicali di Roberto Tombesi” al MAC (Colli Euganei)

    Fisarmoniche, cornamuse, cetre e violoncelli. Sono più di 250 gli strumenti musicali in mostra al MAC, il Museo di Arte Contemporanea Dino Formaggio presso il Palazzo dei Vicari a Teolo sui Colli Euganei. Un percorso che racconta la storia e l’antropologia del suono musicale.

    LA MOSTRA
    L’esposizione intitolata Suoni dal mondo, raccoglie strumenti musicali proveniente da tutto il mondo, collezionati con passione dal musicista ed etnomusicologo Roberto Tombesi, uno dei fondatori dell’ensemble Calicanto. “Una raccolta che nasce quasi per caso. – racconta l’artista – Era l’inizio degli anni ’80 quando con il gruppo decidemmo di dedicarci alla ricerca e alla rivitalizzazione della musica dei territori veneti, un patrimonio antico che rischiava di andare perduto”.

    Come a suggerirci che gli strumenti non muoiono, anzi si evolvono e cambiano. Pezzi unici e curiosità per un’immersione nelle origini della musica. Si entra in una enciclopedia sonora della nascita delle famiglie degli strumenti e si scopre come una semplice conchiglia di mare o le corna del bue sono gli antenati di tromba e trombone; come una corda tesa sopra una tavola sonora ha generato mandolino e chitarra.
    “Questa esposizione non è legata al valore degli strumenti – continua Tombesi – ma al percorso antropologico che ha fatto il suono. L’uomo ha scoperto come partendo da oggetti che recuperava in natura, potesse inviare segnali e comunicare tra imbarcazione e imbarcazione. Solo più tardi con la curiosità dell’uomo e l’evoluzione, questi semplici oggetti hanno acquisito una valenza musicale”.

    Ed ecco che la piva, la cornamusa veneta, di cui si è persa traccia, grazie allo studio e all’indegno, è stata ricostruita una copia – ora esposta in mostra – grazie all’ osservazione di una sua riproduzione sui quadri dipinti di Cima da Conegliano, Giorgione e Jacopo Bassano.
    Si scopre come l’antenato della fisarmonica, è lo strumento a fiato cinese (sheng), che risale a circa 4.000 anni fa e che sfrutta il principio dell’ancia oscillante: una linguetta di metallo posta in una canna che vibra e produce un suono per mezzo di un flusso d’aria. Ma grazie all’evoluzione tecnologica, nascono gli strumenti a mantice: organetto, l’antenato della fisarmonica, per la quale il leader del Calicanto ha un interesse particolare. Uno strumento importantissimo per la musica popolare “Era uno strumento destinato alla scomparsa, ma insieme ai miei colleghi, siamo riusciti a riportarlo nella scena musicale contemporanea. – spiega il musicista – È uno strumento che consente di avere una piccola orchestra: con la mano destra si suona una melodia e con la sinistra l’accompagnamento e in più lascia libera la voce per poter cantare. Nella storia della musica, la fisarmonica, è stata protagonista assoluta di alcuni pilastri della musica internazionale e nazione. Da Sting a Ivano Fossati, passando per De Andre, sono per citare alcuni nomi. Ed infine Astor Piazzolla, diventato celebre per la rinascita del bandoneon, parente stretto della fisarmonica. Il rapporto, quindi, tra ingegno, valenza musicale e suono trova la sua conclusione nella progressiva attenzione di numerosi compositori contemporanei, nel dedicare passione e parte della loro attività compositiva, a alla rinascita di questi strumenti “ritrovati”.

    ROBERTO TOMBESI E IL GRUPPO DEI CALICANTO
    Roberto Tombesi è uno dei protagonisti della musica etnica italiana. Architetto, etnomusicologo, insegnante, nel 1981 ha fondato col fratello Giancarlo lo storico ensemble Calicanto contribuendo a livello internazionale a diffondere e rivitalizzare la musica di tradizione e di ispirazione veneta e nord adriatica. La ricerca sul campo da parte di Roberto Tombesi, cui si unisce, nella metà degli anni Ottanta, il contributo dei ricercatori Marina Dalla Valle e Guglielmo Pinna e le prime ricostruzioni di strumenti, tra i quali la piva (antica cornamusa veneto-emiliana) da parte di Massimo Fumagalli.

    QUADRI E SCULTURE DI ARTISTI CONTEMPORANEI
    Al piano superiore del MAC si possono ammirare quadri e sculture di artisti contemporanei che fanno parte della collezione che il prof. Dino Formaggio ha donato al Comune di Teolo. Tra le opere quelle di artisti contemporanei come Aligi Sassu, Renato Birolli, Fiorenzo Tomea, Italo Valenti, Antonio Morato Tono Zancanaro, Carmelo Cappello, Tito Gasparini.

     

    Sara Busato

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