giovedì, 11 Agosto 2022

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    Flash mob di Legambiente Veneto per dire no al fossile

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    Legambiente Veneto: un flash mob del mondo ambientalista per combattere l’emergenza climatica

    Il flash mob realizzato oggi a Venezia da Legambiente per dire stop alla dittatura delle fonti fossili, è il primo passo della mobilitazione del mondo ambientalista in Veneto che mira a scardinare il dominio e la dipendenza delle fonti fossili e lo scellerato contrasto alle fonti rinnovabili a cui stiamo assistendo negli ultimi mesi.

    Le associazioni unite nel messaggio del manifesto A tutto gas. Ma nella direzione sbagliata. Contro le bufale fossili e nucleari” con un flash mob ‘all’indietro’ hanno ribadito come la scelta di puntare su gas e nucleare, a partire dall’ipotesi di introdurre gas e nucleare tra le fonti verdi della tassonomia europea, vada in direzione insensata e contraria, rallentando lo sviluppo delle fonti rinnovabili.

    Energia quale bene comune e non di consumo, è il cambio di paradigma che Legambiente sostiene indispensabile per considerare i cittadini e le imprese del Veneto non semplici consumatori ma agenti stessi del cambiamento. Comunità energetiche, agrivoltaico, autoproduzione, autoconsumo, accumulo e condivisione sono le parole chiave che devono invadere il dibattito politico per attivare progetti concreti di produzione di energia pulita capaci di generare risparmi in bolletta e benefici sociali nei territori in cui si insediano. (l’articolo continua sotto al video)

    «È necessario attivare processi di decarbonizzazione capaci di produrre energia rinnovabile e benefici sociali, offrendo una soluzione duratura all’insostenibile caro bollette – afferma il presidente regionale di Legambiente Luigi Lazzaro Per questo con liniziativa di oggi ci appelliamo a tutti i cittadini e a tutte le realtà sociali ed economiche del Veneto che intendono superare la sindrome del dissenso” e le preclusioni ideologiche, per caratterizzare la transizione ecologica con protagonismo e proposte utili a liberare il necessario e urgente sopravvento delle energie rinnovabili anche nella nostra regione».

    Serve un’inversione di rotta decisa e urgente: continuando con le attuali politiche sarà infatti impossibile rispettare gli obiettivi fissati a livello europeo che prevedono una riduzione del 55% delle emissioni al 2030. Tutti gli studi dicono che in Veneto sarà necessario installare almeno 5 GW di potenza da fonti rinnovabili, soprattutto fotovoltaico. Un obiettivo necessario per contribuire al mantenimento della temperatura al di sotto del grado e mezzo e che, al passo tenuto negli ultimi anni, rischiamo di raggiungere non prima del 2100, ben oltre i tempi stabiliti dall’accordo di Parigi. E nel frattempo il deficit energetico del Veneto resta importante e ci condanna a sottostare alla dittatura delle fonti fossili e ad essere dipendenti dalle importazioni di energia.

    «Servono investimenti tecnologici e norme adeguate per rispondere alla dittatura imposta da chi estrae e produce energia usando fonti fossili e contribuire alla lotta contro la crisi climatica, che riguarda tutti – spiega Francesco Tosato di Legambiente Veneto–  E serve anche tutto il supporto possibile da parte degli organi di informazione e di comunicazione per arrestare la corsa verso il surriscaldamento del pianeta».

    Per quanto riguarda la città di Venezia, Legambiente ricorda come l’elemento di maggiore impatto ambientale dal punto di vista dell’inquinamento atmosferico e delle emissioni climalteranti risulta essere proprio la centrale elettrica Palladio di Fusina, una delle centrali termoelettriche italiane in predicato di conversione da carbone a gas metano. Certamente la dismissione del carbone come fonte di alimentazione energetica della centrale è un ottimo passo, ma è bene ricordare come la riconversione a gas non va assolutamente nella direzione corretta per il risanamento ambientale e  atmosferico e allo stesso tempo non sia in linea con gli obiettivi di riduzione dei gas serra e limitazione dei cambiamenti climatici.

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