domenica, 25 Settembre 2022

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    Il grande abbraccio dell’Istituto Oncologico Veneto: 3.200 cuori che “battono” all’unisono contro il cancro

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    Ogni giorno 3.200 persone entrano nelle varie sedi della “cittadella oncologica” tra Padova, Castelfranco Veneto, Schiavonia: a ciascuno di loro, per San Valentino (e non solo), l’Istituto Iov dedica un cuore

    Cuori che battono. Nei nostri operatori sanitari per la passione che mettono ogni giorno nel loro lavoro; nei nostri assistiti per la paura e nel contempo la fiducia, il timore e la speranza nell’affrontare la malattia; nei nostri ricercatori, consapevoli che la ricerca è il cuore del futuro; nei volontari, negli accompagnatori, nei caregiver che si prendono cura; in tutti coloro che gettano il cuore oltre l’ostacolo. In occasione del 14 febbraio, ricorrenza di San Valentino, l’Istituto Oncologico Veneto ha voluto, nella totalità delle sue sedi – Padova (ospedale Busonera, palazzina Radioterapia, Torre della Ricerca, Palazzo Santo Stefano), ospedale di Castelfranco Veneto, Radioterapia a Monselice (Schiavonia) – rendere omaggio a tutti i cuori che quotidianamente battono al suo interno.

    E così sono stati appesi cuori colorati nelle chirurgie e nei day-hospital, nei punti prelievi e nell’area della farmacia, nella zona Cup, nella radiologia e nella radioterapia; e ancora nelle rianimazioni, in anatomia patologica, medicina nucleare, in endoscopia, nella week-surgery e nell’Hospice, nei poliambulatori, in sale d’attesa e corridoi. Un’invasione gentile ed affettuosa, che intende dare evidenza, naturalmente non solo a San Valentino, di quanto l’Istituto Oncologico sia fatto di persone, in una quotidiana corrispondenza di cuori, tra curanti e curati. Per questo i cuori di cartoncino, rossi, rosa e blu (che riprendono il logo simbolo dello IOV) sono 3.200, a rappresentare gli accessi in un giorno medio nellevarie sedi della struttura: una cittadella abitata e animata da medici, ricercatori, infermieri, operatori sanitari, tecnici, amministrativi, borsisti, specializzandi, collaboratori, pazienti ricoverati e ambulatoriali, accompagnatori, caregiver, volontari. Una grandissima famiglia che abbraccia tutti, a qualsiasi ruolo appartengano e a qualsiasi titolo.

    “La comune lotta al cancro li rende cuori che battono all’unisono – commenta il Direttore Generale dell’Istituto Oncologico Veneto, Patrizia Benini -. Naturalmente il 14 febbraio è una data simbolica, ma abbiamo colto l’occasione per esprimere quello che pensiamo da sempre: la consapevolezza, anche visiva, che la nostra sanità è fatta di persone, che da una parte offrono cura, ricerca, premure e che dall’altra le ricevono, in un circuito virtuoso alimentato da quell’essenza di sé che è il cuore. Cuore che nei nostri operatori è passione, empatia, umanità; nei nostri pazienti è coraggio, fervore, tenacia; nei nostri ricercatori è slancio, entusiasmo, voglia di anticipare il futuro; negli accompagnatori e caregiver è fiducia e sostegno; nei volontari è dono. Il linguaggio del cuore è universale, ha solo bisogno di sensibilità per essere parlato… e per essere compreso”.

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