venerdì, 1 Luglio 2022

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    Rigenerazione urbana: ignorate le periferie

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    Rigenerazione urbana, ignorati e penalizzati i piccoli comuni. De Carlo e Della Libera: “Scatta la guerra tra poveri. Ancora una volta ignorate le periferie”

    “Questo governo conferma ancora una volta le sue intenzioni di penalizzare le periferie. Bene che ora vengano finanziati tutti i progetti di rigenerazione urbana per i comuni sopra i 15mila abitanti, ma per tutti gli altri – cioè il 70% dei comuni italiani – adesso scatta la guerra tra poveri per spartirsi un fondo da appena 300 milioni a livello nazionale”: il senatore e coordinatore veneto di Fratelli d’Italia Luca De Carlo e l’assessore del Comune di Tambre (BL) Lucia Della Libera, membro della Consulta Lavori Pubblici e Urbanistica di ANCI Veneto, attaccano duramente le mosse dell’esecutivo sul fronte dei bandi per la rigenerazione urbana.

    “Pensiamo solo al Veneto, che già con la prima tranche dei bandi per i comuni maggiori si era visto penalizzato in maniera inaccettabile: dei 563 comuni veneti, ben 505 sono sotto i 15mila abitanti. In Italia, poi, su 7900 comuni quasi 7200 hanno meno di 15mila abitanti: parliamo di poco più di 40mila euro a comune, una cifra ridicola se si vuole realmente valorizzare i territori e rilanciare l’economia”, evidenziano De Carlo e Della Libera. “Ma non solo: a questo bando potranno partecipare anche i comuni più grossi non finanziati con il primo bando, mentre quelli più piccoli dovranno associarsi per arrivare almeno a 15mila residenti con un incremento spaventoso di burocrazia e di costi; in più, permane il tanto criticato indice di vulnerabilità sociale che nell’ultimo bando ha penalizzato i comuni del Nord Italia”.

    “È evidente” conclude De Carlo “che a questo governo nulla interessa delle periferie e delle realtà che loro reputano minori, ma che in realtà costituiscono l’ossatura della nostra nazione. Da sindaco di Calalzo di Cadore, comune di 2mila abitanti, posso assicurare che senza i sindaci dei piccoli comuni, che si mettono a totale disposizione del proprio paese, in Italia avremo intere aree disabitate ed enormi problemi di gestione del territorio”.

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