giovedì, 9 Febbraio 2023

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Rovigo, Fai: “I cittadini credano di più nelle potenzialità del territorio”

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Secondo il Fondo Ambiente Italiano, mancano la concezione di “Rovigo città bella” e la collaborazione fra associazioni culturali

Rovigo è una città ricca di sorprese, dal forte potenziale, sfortunatamente, in molti casi, non adeguatamente valorizzato. Negli ultimi anni il piccolo centro storico cittadino ha indubbiamente fatto numerosi passi avanti, ma ancora oggi rimangono molti gli angoli della “città delle rose” lasciati all’incuria. Non stiamo certamente parlando di una cittadina lasciata nel degrado e nella povertà, il problema maggiore di Rovigo, sembra essere quello dell’indifferenza e della scarsa conoscenza del patrimonio artistico e culturale cittadino. Tale piaga è, in parte, certamente dovuta a mancanze istituzionali e politiche, ma non è da tralasciare anche una certa noncuranza da parte degli stessi cittadini del capoluogo polesano.

Fusaro, Fai: “Tutelare il patrimonio artistico, architettonico e culturale

Per dare qualche esempio, basti pensare al fatto che, molti dei palazzi storici del centro cittadino lasciati in stato di abbandono e degrado, sono proprietà di privati. Dietro a tali problematiche si trova, soprattutto, la mancanza di un vero e proprio piano urbanistico per la città e la mancanza di tutela e protezione del patrimonio artistico, architettonico e culturale, di cui Rovigo, più di altre realtà venete, è affetta. Di tale opinione è Daniel Fusaro, capo delegazione del Fai di Rovigo, che aggiunge: “I cittadini devono credere di più nelle potenzialità del nostro territorio; solo così, partendo dalle proprie cose e dalle proprie convinzioni, potremmo sfruttare appieno il potenziale della nostra città e renderla anche più competitiva sul mercato del turismo; negli ultimi anni sono state fatte buone cose, ma ci sono ancora varie cose da migliorare”.

Il capo delegazione Fusaro: “Collaborare per costruire un’entità turistica

Per il capo delegazione del Fai a Rovigo non mancano né l’interesse per la cultura, né la voglia di mettersi in gioco attivamente per la cittadinanza (e a tal proposito ricorda l’alto numero di associazioni e volontari presenti in città), ma a mancare è la concezione di “Rovigo città bella” tra i cittadini, oltre che una vera e propria collaborazione fra le molte associazioni culturali presenti sul territorio: “Serve un maggior dialogo tra le realtà culturali della città, solo operando insieme organicamente potremo costruire Rovigo anche come una vera e propria entità turistica”. Insomma è il momento di scoprire le potenzialità di Rovigo, da quelle più gettonate (il castello medievale, il tempio cittadino della Rotonda, Palazzo Roverella ecc.) a quelle meno inflazionate (i resti delle mura cittadine, torre Pighin, le varie chiese presenti nella città, il vecchio ospedale ecc.) e che più di tutte meritano cura ed una maggiore attenzione.

Davide Farinatti

 

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