venerdì, 1 Luglio 2022

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    Vigodarzere: i campi didattici Agripolis sviluppano pratiche sostenibili

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    Vigodarzere: i campi didattici Agripolis sviluppano pratiche sostenibili. Elisa Cavinato: “Un Dipartimento di eccellenza che affianca la Regione”

    Non sono normali campi coltivati, ma veri e propri laboratori di didattica dell’Università di Padova i quattro ettari e mezzo di terreno agricolo che si trovano a Tavo di Vigodarzere.

    Proprietaria è l’Università di Padova, i terreni sono gestiti dall’Azienda agraria sperimentale ‘L. Toniolo’ di Agripolis. “Una realtà – spiega il professor Antonio Berti, direttore dell’Azienda e docente del Dipartimento Dafnae – costituisce un ‘laboratorio’ pratico e possiede, oltre ai terreni a Tavo, circa 70 ettari a Legnaro nella sede di Agripolis, destinati alla ricerca e didattica, e 15 a Pozzoveggiani dedicati all’agricoltura biologica. Conta 14 persone tra amministrativi, tecnici e operai fissi e vi lavorano 32 avventizi oltre a accogliere studenti per visite e tirocini per circa 4 mila giornate all’anno”.

    “Il terreno è frutto di una donazione del lascito Farini nel 1955 – spiega Elisa Cavinato, consigliere regionale  di Vigodarzere e già assessore comunale – , rappresenta un laboratorio importante per studenti e dottorandi del Dipartimento Agronomia animali alimenti risorse naturali e ambiente (Dafnae) di Agripolis. Fu la signora Adele Farini a donarlo, con il vincolo di produrvi quanto necessario per finanziare una borsa di studio per gli studenti di Medicina senza mezzi. Una borsa che l’Università eroga con regolarità ancora oggi. Gestita per molti anni dal suo ex fattore, la terra ora è coltivata da terzisti locali con la supervisione dei tecnici dell’Università di Padova e produce soia, mais e frumento”.

    Nei campi si svolgono attività di campagna, con culture arboree e erbacee, sperimentazioni stabili pluriennali e annuali e a reddito e si coltivano prodotti locali. Il Gruppo di genetica, sta lavorando per il recupero delle vecchie varietà locali per riportarle in purezza mantenendo la base genetica che rischia di essere persa: il mais, nelle sue varietà Marano vicentino, Bianco perla del padovano per la polenta e Sponcio, ma anche vecchi frumenti soppiantati da varietà più moderne e industriali.

    Il Dipartimento ha 70 docenti e fa parte della Scuola di Agraria e Medicina Veterinaria, che conta circa 3 mila studenti, è stato riconosciuto come “dipartimento eccellente” a livello nazionale.

    “Una fonte importante di consulenze per la Regione, che se ne serve per orientare le politiche di sviluppo nella direzione della sostenibilità e dell’attenzione ai giovani – conclude Cavinato –.  In Consiglio regionale abbiamo approvato 11 nuovi bandi per 152,5 milioni di euro dal Recovery Fund e un cofinanziamento regionale di quasi 26 milioni. Sono destinati a interventi di tutela ambientale come la riduzione delle emissioni di ammoniaca negli allevamenti zootecnici, l’ammodernamento e la riconversione degli impianti irrigui per il risparmio dell’acqua, il ricambio generazionale nel settore agricolo, l’informazione e la promozione dei prodotti soggetti a regimi di qualità”.

    (n.m.)

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