domenica, 29 Gennaio 2023

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Accoglienza dall’Ucraina, Venezia c’è: “Un grande lavoro di squadra per gestire l’emergenza”

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Grande l’impegno del Comune di Venezia nell’accoglienza dei cittadini provenienti dall’Ucraina e nella gestione dell’emergenza: “Riconosciuti come modello nazionale, ora necessaria una mediazione culturale”

“A quasi tre settimane dal’inizio dell’emergenza, possiamo dire che tutto ciò che abbiamo fatto è stato possibile grazie a un grande lavoro di squadra che ha coinvolto tutti i comuni della Città Metropolitana di Venezia, la Città Metropolitana di Venezia, il terzo settore e la comunità ucraina in Italia”. È quanto ha affermato oggi l’assessore del Comune di Venezia, Simone Venturini, nel corso della conferenza stampa dedicata al tema dell’accoglienza e dell’ospitalità nei confronti dei profughi provenienti dall’Ucraina, in arrivo in questo giorni nel territorio veneziano. (continua a leggere dopo la gallery)

Emergenza Ucraina: il modello di Venezia

“Abbiamo attivato sin da subito un sistema flessibile per gestire quest’emergenza – spiega Venturini – in costante evoluzione in base alle nuove esigenze che dobbiamo affrontare, cercando anche di anticipare i problemi che potrebbero sorgere prossimamente. Nei primi giorni abbiamo dunque deciso di creare un vademecum comune a tutti i Comuni della Città Metropolitana di Venezia, affinchè vigessero regole omogenee e informazioni immediate, tradotte anche in lingua per la comunità ucraina. Le nostre azioni sono state poi anche prese a modello a livello nazionale; tra queste, il portale dedicato alle disponibilità degli alloggi, in continuo aggiornamento e verifica, che dimostra che il popolo veneziano sente questa situazione di emergenza in modo particolare e partecipa ad una gara di solidarietà con un’accoglienza consapevole”.

“Ovviamente si tratta di una fase iniziale – continua l’assessore -: per il momento sono giunti rifugiati che contavano su una rete di conoscenze qui nel territorio, ma presto giungeranno anche persone prive di rete e di risorse ed è per questo che è fondamentale essere organizzati. È necessario dunque continuare questo grande lavoro di squadra tra istituzioni, associazioni, volontari e cittadini, perché tutti saremo chiamati a portare la nostra dote per far integrare nel miglior modo possibile i nostri amici ucraini e ne usciremo arricchiti culturalmente e moralmente”. (continua a leggere dopo il video)

Accoglienza dall’Ucraina: le regole di Venezia e provincia

“È importante poi che vengano diffuse le informazioni giuste – aggiunge il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, che attualmente ospita 5 rifugiati nella propria casa -. Chi ospita un cittadino ucraino o più deve inviare un’informativa al proprio Comune e va fatta comunicazione entro 48 ore anche alla Questura o al Comando dei carabinieri locale della presenza di questa o queste persone e deve seguire un immediato contatto con l’Ulss, affinché vengano avviati i protocolli di tamponamento e vaccinazione necessari alla permanenza in Italia, per una questione di prevenzione”.

“Noi abbiamo avviato un database in cui chiunque abbia la possibilità di ospitare i cittadini ucraini bisognosi possa sottoscriversi, – prosegue il sindaco – ma ci raccomandiamo che i luoghi siano già organizzati per l’accoglienza, già agibili sin da subito. Ricordiamo che la maggior parte sono mamme con bambini, pochi sanno l’inglese, parlano per lo più in ucraino e russo, conoscono soltanto l’alfabeto cirillico; motivo per cui dobbiamo procedere con un vero e proprio atto di alfabetizzazione e ringrazio la comunità ucraina che finora ci ha aiutati e con la quale prossimamente apriremo un canale di mediazione linguistica e culturale insieme a tutti i volontari che conoscano l’ucraino e il russo”.

Di quali documenti disporranno i profughi ucraini? “Ai cittadini ucraini, ultimata la profilassi sanitaria, verrà conferito il super green pass. Tramite l’Agenzia delle Entrate gli verrà consegnato il tesserino con il codice fiscale e stiamo lavorando affinché venga offerta loro anche la possibilità di viaggiare gratuitamente sui mezzi pubblici tramite un biglietto speciale e vengano date anche una serie di coperture sulle automobili per chi è arrivato fino a qui con la propria macchina così che possa muoversi liberamente”.

Venezia, punto di collegamento per l’Ucraina con l’Europa

C’è chi però è qui soltanto di passaggio: le stazioni, in particolare quella di Mestre, sono infatti un collegamento per i molti che vogliono o devono raggiungere altri Stati europei. “Noi siamo un luogo vicino alla frontiera, – spiega Brugnaro – la stazione di Mestre è una delle più frequentate per la circuitazione diretta in Europa. Le comunità ucraine in Europa esistono e stanno dando una mano nell’accogliere parenti e amici, le persone si spostano e la comunità locale le aiuta anche a spostarsi verso gli aeroporti e le stazioni. Daremo dunque una mano con pattuglie miste di polizia locale e volontari nelle stazioni, faremo un quadro di accordo con la comunità ucraina in tutti i comuni della Città Metropolitana per chi vuole dare una mano: potrà inserire il proprio nome nel database e costruiremo momenti di volontariato per accompagnare nella mediazione culturale e nelle stazioni che sono punti di arrivo e di collegamento più frequentati”.

Attenzione anche alla scuola e non solo alla responsabilità degli insegnanti e degli istituti: il sindaco Brugnaro ha infatti fatto appello anche alla maturità degli studenti veneziani. “I ragazzi che arriveranno qui li affidiamo a voi – afferma – hanno bisogno di smaltire momenti di grande angoscia e terrore ed è importante che anche da parte vostra vi sia un grande spirito di inclusività”.

Sul sito del Comune, a questo indirizzo, tutte le informazioni per ospitare, donare e aiutare la popolazione in fuga dall’Ucraina.

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