venerdì, 1 Marzo 2024
 
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Cisl Veneto in Fiera a Padova, in tema l’aggressione all’Ucraina

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XIII Congresso Regionale di Cisl Veneto “Ricomponiamo il lavoro”, in Fiera a Padova fino all’11 marzo: in tema l’aggressione bellica all’Ucraina

È entrato con forza prepotente nel dibattito di questo XIII congresso di Cisl Veneto (fino a domani alla Fiera di Padova) il tema dell’aggressione bellica russa all’Ucraina, rimbalzando di intervento in intervento in questa giornata di apertura dei lavori. E non poteva essere altrimenti. Perché siamo di fronte a un’urgenza umanitaria scoppiata con velocità inaudita, che ci sollecita ad agire subito e su più fronti. E perché i segnali del suo impatto sul nostro Paese e anche sul territorio veneto sono già misurabili, e chiedono interventi preventivi e visione strategica.

Luigi Sbarra: “Il Governo intervenga presto per contrastare gli impatti della guerra, l’Europa avvii un vero ‘Recovery Energetico’”

A evidenziarlo lo stesso segretario generale nazionale di Cisl Luigi SBARRA, intervenuto all’assemblea regionale, che al Governo chiede interventi concreti e tempestivi: “È necessario abbattere le accise sul costo di benzina, gasolio, gas e luce per frenare la corsa dei prezzi a causa della crisi internazionale e della speculazione che stanno mettendo in ginocchio famiglie ed imprese. Bisogna sostenere lavoratori, pensionati, famiglie e imprese potenziando la dotazione per calmierare le bollette, riducendo anche il cuneo e le prime aliquote Irpef e valutando l’introduzione di un bonus energetico per redditi medio-bassi”. “Stiamo pagando in queste settimane anche i tanti ‘no’ ideologici che hanno bloccato in Italia l’estrazione di gas, la ricerca tecnologica, l’utilizzo di fonti alternative. Pure per questo il peso delle sanzioni sul nostro sistema economico sarà più alto di quello sostenuto da altri paesi della Ue – ha detto ancora –. È necessaria una comune strategia europea per fermare il caro energia, ampliando i margini per gli aiuti di Stato. Serve a livello europeo un vero “Recovery Energetico” per garantire gli stock necessari ad ogni Stato, mettere in sinergia reti, tecnologie e politiche commerciali, distribuire gli aiuti con spirito solidale e mutualistico. E sul piano nazionale, occorre mettere in campo una nuova strategia che incrementi la produzione domestica di gas, punti su combustibili verdi, diversificazione degli approvvigionamenti, economie circolari, efficienza energetica. Servono nuove e cospicue risorse per proteggere l’occupazione, assicurare misure di sostegno al reddito alle persone, aiutare le marginalità, sostenere le imprese, soprattutto quelle che applicano i contratti maggiormente rappresentativi e investono in sicurezza. Questo io lo chiamo “debito buono””.

Gianfranco Refosco: “Intervenire in anticipo di fronte al rischio di una nuova recessione, con misure adeguate in tutela di produzione e lavoro”

Che lo scenario che si sta profilando sia preoccupante è stato evidenziato anche da Gianfranco REFOSCO, segretario generale di Cisl Veneto, che ha sottolineato come le sanzioni economiche e finanziarie messe in campo dal Governo italiano e dall’Europa rendano ora più fragile la timida ripresa a cui si stava assistendo e che aveva fatto nutrire speranze: Se questa guerra non ha una svolta a breve, in meno di due mesi potremmo trovarci dentro una nuova recessione ha detto –. È necessario agire in anticipo ed essere pronti a intervenire. Se non mettiamo in campo delle misure alternative, aumenterà la difficoltà di reperimento dell’energia. Serve anche monitorare l’andamento produttivo ed occupazionale in tutti i settori, perché è chiaro che tale guerra rischia di far contrarre pesantemente la domanda globale di beni e servizi e quindi rallentare l’export e di conseguenza la produzione. Fattori che noi, che siamo una regione a forte vocazione manufatturiera, anche con nicchie di mercato importanti nell’area coinvolta in questa guerra, pagheremo caro. Ma pensiamo anche al turismo, che si stava riprendendo e adesso, di nuovo, subirà una battuta d’arresto. Bisogna tenere sotto controllo le filiere, i diversi settori e le imprese per predisporre subito risposte e misure adeguate a tutela delle imprese e dei lavoratori, per attutire le ripercussioni sulla produzione e sull’occupazione”.                                             

Luca Zaia: “Dai veneti la disponibilità di 5000 alloggi per i profughi in arrivo. La Regione al lavoro per l’hub di accoglienza”

Intervenuto in questa prima giornata di lavori il presidente della Regione del Veneto Luca ZAIA: “Siamo nello scenario assolutamente nuovo di una guerra che ci tocca da vicino e che ha ricadute globali evidenti sui mercati finanziari, sulle materie prime,… La priorità è naturalmente arrivare presto a un cessate il fuoco, alla pace. Ma il secondo problema da risolvere è quello delle fonti energetiche: il Paese deve finalmente progettare un proprio programma per raggiungere l’autonomia energetica. Ed è fondamentale che il Governo intervenga, magari anche dirottando fondi del Pnrr, pure in aiuto alle imprese e ai lavoratori”. Sul fronte dell’accoglienza, Zaia ha annunciato come al numero verde dedicato sia “arrivata già la disponibilità di 5000 alloggi da parte dei veneti per i profughi in arrivo, una terra, la nostra, che ancora una volta mostra tutta la propria generosità. Stiamo già lavorando all’hub regionale annunciato, e abbiamo intenzione di realizzare un punto o più punti per l’ospitalità e l’informazione, ma anche per la profilassi anticovid”.

Tra gli ospiti di questa prima giornata anche Marina Sorina, vicepresidente dell’associazione Malve di Ucraina di Verona, che alla numerosa assemblea ha raccontato: “In ogni città e paesino d’Italia dove ci sono ucraini, le persone si stanno dando da fare per raccogliere aiuti umanitari. Ci siamo anche attrezzati, dovunque possibile, ad accogliere i profughi – parenti e amici – nelle nostre case. Ora arrivano mamme e bambini, anziani, ma tra poco arriveranno uomini e giovani, studenti stranieri che in Ucraina vivono e studiano. Perciò serviranno strutture adeguate e di inserimento lavorativo. Se penso solo al settore del turismo, i lavoratori ucraini sono qualificati, con buona padronanza delle lingue e competenze utili e necessarie anche in Veneto e Italia. Anche per questo, oltre alla solidarietà di Cisl, sarà fondamentale per la nostra gente il suo ruolo di tutela sindacale”.

Da giorni Cisl Veneto si è già attivata per garantire sostegno concreto alla popolazione ucraina con diverse iniziative di solidarietà

Anche in questo Congresso, Refosco ha ribadito con forza la posizione di Cisl: “Siamo senza se e senza ma al fianco del popolo ucraino. Non è oggi il momento di atteggiamenti ambigui e equidistanti. Rimaniamo convinti che serva ripristinare al più presto la pace, con l’interruzione delle operazioni belliche e il ritiro dell’esercito russo al di fuori dei confini ucraini. Ma nel frattempo è anche necessario da un lato sostenere chi fugge dalle città strette dall’assedio russo, dall’altro supportare con ogni mezzo la resistenza del popolo ucraino, che sta subendo un’aggressione barbara e ingiustificabile”.

Grazie a un’ampia campagna di sensibilizzazione e in stretta connessione con le associazioni ucraine presenti nel nostro territorio, nonché le istituzioni deputate a coordinare gli aiuti , Cisl Veneto sta attivando anzitutto una raccolta di beni di prima necessità (indumenti, cibo, medicinali…) tramite ISCOS Veneto, ong di Cisl che si occupa di cooperazione internazionale e che è già in contatto con il Consolato ucraino delle Tre Venezie per individuare i fabbisogni più urgenti della popolazione in Ucraina. Da oltre un anno l’organizzazione è impegnata con le persone migranti lungo la rotta dei Balcani, ora si aggiunge questa ulteriore grave emergenza umanitaria che non può non trovare ascolto.

I lavoratori e i pensionati veneti aderenti al sindacato, inoltre, saranno chiamati a una grande mobilitazione di solidarietà tramite la raccolta fondi straordinaria attivata da Cisl nazionale (“Cisl Fondo solidarietà per Ucraina”), le cui risorse saranno destinate alla Croce Rossa Italiana già presente con la sua rete in Ucraina.

Il Comitato Esecutivo di Cisl Veneto, infine, ha deliberato ieri di accogliere per l’anno 2022 quali soci onorari di Cisl regionale tutte le cittadine e tutti i cittadini ucraini presenti nel nostro territorio, insieme a tutti coloro che arriveranno in Veneto per sfuggire alla guerra: sono così garantiti loro l’accesso al sistema dei servizi e delle tutele di Cisl, come segnale di sostegno e condivisione della loro lotta per la libertà.

Infine, Cisl Veneto ha anche lanciato un appello agli imprenditori, come testimonianza concreta di solidarietà nel mondo del lavoro, sollecitandoli a impegnarsi ad assumere le donne e gli uomini ucraini che arriveranno in Veneto in cerca di pace e libertà.

“Questa è anche l’occasione per rivedere radicalmente le politiche di gestione dei profughi e dei richiedenti asilo – ha aggiunto ancora Refosco –, da qualsiasi luogo provenienti, da parte del nostro Paese e di tutta l’Unione europea per dare accoglienza e supporto a tutti coloro che fuggono da scenari di guerra e disperazione”.

 
 
 

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