sabato, 10 Dicembre 2022

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Covid: è tempo di uscire dal proprio isolamento e ritornare nel gruppo

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Arriva “Outdoor – Insieme naturalmente”, il progetto per adolescenti e famiglie con disagi dovuti al Covid

Progetto “Outdoor - Insieme naturalmente”
Progetto “Outdoor – Insieme naturalmente”

Il ritiro sociale dei ragazzi, la mancanza di integrazione, la chiusura e l’isolamento: una pandemia nella pandemia. Con questi termini il dottor Nicola Michieletto, direttore dell’Uoc Infanzia adolescenza e famiglia dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, definisce il disagio sociale e psicologico degli adolescenti che il Covid 19 – con i lockdown, la didattica a distanza, il distanziamento sociale e tutto ciò che ha comportato – ha accentuato. “Mi ritiravo sempre pensando di non essere accettata. Ero zitta e in disparte. In realtà non era che non mi volessero, ero io che non mi integravo”. “Faccio fatica a dare fiducia perché sono chiusa di mio e per delle cose che sono successe, quelle cose che sembravano che fossero più grandi di me e che solo io le stessi passando”. “All’inizio mi autocommiseravo, pensavo che stavo bene da sola, che non ero degna di far parte di un gruppo”.

I racconti diretti dei ragazzi, le loro parole, sono alcuni dei punti di partenza da cui ha preso corpo il progetto “Outdoor – Insieme naturalmente”, l’iniziativa che offre un sostegno psicologico, di gruppo e in mezzo alla natura, agli adolescenti con forme di disagio dovute alla pandemia. Il progetto è sviluppato dall’unità operativa di Neuropsichiatria infantile per l’adolescenza del Distretto Pieve di Soligo, con l’obiettivo di favorire la ri-socializzazione di adolescenti, dai 14 ai 18 anni, e genitori al tempo del Covid. Partito lo scorso settembre, in concomitanza con l’avvio del nuovo anno scolastico, a marzo si rinnova l’iniziativa con un nuovo gruppo composto di otto famiglie.

Da settembre, mese di avvio del Servizio di neuropsichiatria infantile per l’adolescenza, diretto dal dottor Adriano Compagno e in capo all’Uoc infanzia adolescenza e famiglia dell’Ulss 2, sono stati presi in carico più di un centinaio di ragazzi con disturbi differenti.

“Il gruppo dei pari, nell’adolescenza, è fondamentale. Attraverso il rispecchiamento nell’altro, il ragazzo costruisce la propria identità e impara a relazionarsi con il mondo. Tuttavia, il ritiro sociale è una delle più grandi manifestazione del disagio adolescenziale oggi. La pandemia ha interrotto i rapporti sociali, già complessi per alcuni ragazzi, generando di conseguenza un forte stress”, esordiscono le operatrici e gli operatori coinvolti nel progetto, spostando l’attenzione anche sui familiari. “Tutto il sistema familiare dell’adolescente, soprattutto i genitori,- proseguono – è stato sottoposto a forti pressioni per la fatica di comprendere i comportamenti e le emozioni dei figli che sono cambiati e si sono chiusi”.

“Il benessere psicologico degli adolescenti – dice il dottor Nicola Michieletto direttore Uoc Infanzia adolescenza e famiglia – e delle loro famiglie è un’emergenza. Abbiamo deciso di affrontare questa sfida con progettualità innovative, con la modalità di far uscire i servizi verso i ragazzi, abbiamo parlato col dottor Compagno e abbiamo deciso di metterci in gioco attraverso delle progettualità nuove e che siano funzionali al momento che stiamo vivendo”.

“Ecco perché – spiega il dottor Adriano Compagno – il 1° settembre scorso siamo partiti col progetto “Outdoor- insieme naturalmente”. Abbiamo già fatto partire un gruppo prima dell’inizio dell’anno scolastico e ora parte il secondo”.

“Si tratta – Francesca del Favero assistente sociale – di due gruppi paralleli, uno rivolto ai ragazzi e l’altro ai loro genitori”. “Abbiamo pensato di svolgere – Giulia Piccolo educatrice – il gruppo degli adolescenti all’aria aperta in outdoor”.

“Questo secondo noi – Barbara Maran psicologa specializzanda – rappresenta simbolicamente una riapertura della comunicazione da parte dei ragazzi”.

“Dopo il lockodwn e le didattiche a distanza e le amicizie online, – Mariateresa Cataldi psicologa psicoterapeuta – il contatto con la natura diventa riequilibrante”.

“Il gruppo permette – Silvia Pagotto psicologa psicoterapeuta – una rielaborazione condivisa di vissuti emotivi di esperienze traumatiche sperimentate o riattivate durante la pandemia”. Da qui il nome del progetto, “Outdoor – Insieme naturalmente”, che evoca i bisogni educativi dell’adolescente: l’essere insieme nel gruppo di pari ed esplorare nuove autonomie. “Il contesto in natura, il setting all’aperto ha una valenza terapeutica – Veronica Leo psicologa psicalizzanda – per l’evoluzione psicologica dei ragazzi ritirati”.

Anche il gruppo dei genitori facilita il confronto, l’emergere di risorse e competenze che talvolta si pensa di non possedere. Ogni partecipante infatti può rispecchiarsi nell’altro che sta vivendo la stessa situazione. I genitori hanno condiviso le difficoltà scoprendo di non essere soli. “Nel gruppo i ragazzi hanno potuto sperimentare un clima di fiducia andando oltre la paura del giudizio. E’ stato bello vederli in contatto con se stessi e ripartire nel loro percorso evolutivo. E’ ciò che rende speciale il lavoro con i ragazzi” concludono gli operatori del progetto. Uos di Neuropsichiatria infantile per l’adolescenza, Distretto di Pieve di Soligo Azienda Ulss 2 Marca Trevigiana – 0438665940 – adolescenza.pievedisoligo@aulss2.veneto.it.

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