giovedì, 11 Agosto 2022

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    Guerra in Ucraina, l’Anpi critica l’invio di armi a Kiev

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    Guerra in Ucraina, l’Anpi critica l’invio di armi a Kiev: “Alza la tensione

    Il Presidente dell’ANPI Gianfranco Pagliarulo ha espresso contrarietà netta all’invio di armi in Ucraina. Non solo, ha anche mosso legittime critiche al presidente del Consiglio Draghi. Anzitutto per la decisione sugli armamenti mandati al governo guidato da Volodymyr Zelensky, ma anche per la “frettolosa e imperativa richiesta di far entrare l’Ucraina nell’Unione europea“.
    Una presa di posizione netta rispetto alle scelte del Governo sulla guerra in Ucraina quella del presidente dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo, dal palco del congresso dell’Associazione nazionale partigiani italiani.
    Pagliarulo, all’inizio del proprio intervento, ha voluto chiarire che “l’Anpi non è una caserma, al nostro interno ci possono e ci devono essere opinioni diverse, si chiama democrazia e ne siamo orgogliosi”. Detto questo, ha precisato, “in tanti hanno condannato l’invio di armi, ma solo noi siamo stati al centro delle polemiche. Vogliono fomentare contrasti tra partigiani? Hanno capito male, siamo più uniti che mai”. Senza citarlo, poi, Pagliarulo ha fatto riferimento al Papa: “Abbiamo registrato con piacere autorevolissime voci contro il ciclopico aumento delle spese militari in partiti che alla Camera hanno votato a favore”.

    Guerra in Ucraina, anche l’ANPI critica Draghi

    Citando Pagliarulo, “preoccupa l’impegno assunto dal presidente del Consiglio per l’ulteriore invio di armi e soldati”; ma anche “la frettolosa e imperativa richiesta di far entrare l’Ucraina nell’Unione europea“. Questo perché potrebbe “seminare tensioni in tanti Paesi che da anni hanno avanzato la loro candidatura”.
    Ha spiegato Pagliarulo, “l’invio di armi da parte di Paesi non belligeranti a un Paese belligerante, ancorché per difendersi giustamente da un’invasione, può essere interpretato dal Paese invasore come un atto di co-belligeranza e comunque alza ulteriormente il livello della tensione internazionale”.

    Guerra in Ucraina, l’ANPI non lascia spazio a fraintendimenti

    C’era stato grande clamore circa la posizione dell’Anpi per quanto riguarda l’invasione di Vladimir Putin, definita “un crimine, irrevocabile”. Con attenzione storico-politica, ha spiegato poi Pagliarulo, “dobbiamo cercare di capire il contesto e le cause che hanno prodotto la situazione attuale, non per giustificare ipocritamente l’intervento russo ma per porre all’ordine del giorno questioni capitali: nuovo ordine mondiale, sistema di difesa collettiva, cooperazione, coesistenza pacifica”. “È un errore minimizzare la recente storia ucraina. Alle formazioni naziste ucraine alla Crimea, al Donbass, alle interferenze russe, al ruolo di Unione europea, Nato e Stati Uniti. A tutto quello che è successo a Est negli ultimi 20 anni. Sbaglia chi guarda l’albero ma non vede la foresta”.

    Enrico Caccin

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