martedì, 16 Agosto 2022

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    Guerra in Ucraina: “Mosca punta ad avere uno stato cuscinetto fra Russia e area Nato”

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    Per capire meglio la crisi che sta investendo Est e Ovest a partire dall’Ucraina e le possibili ripercussioni mondiali, abbiamo intervistato Giorgio Spagnol, già Ufficiale Generale dell’Esercito Italiano

    Generale Giorgio Spagnol
    Generale Giorgio Spagnol

    Generale, Ucraina e Russia condividono secoli di legami culturali, linguistici ed etnici. L’Ucraina era la seconda repubblica sovietica più potente dopo la Russia e cruciale dal punto di vista strategico, economico e culturale. Cosa pensa di questo conflitto?

    “Dalla fine del IX secolo il trono di Kiev occupava una posizione dominante nell’antica Russia tanto che su Kiev Oleg il Profeta ebbe a dire: “Che sia la madre di tutte le città russe”. Culla della civiltà russa fu proprio Kiev – primo Stato fondato nel IX secolo dalle tribù slave orientali, con il concorso dei vichinghi svedesi – a cui seguirono varie altre città- Stato, come Mosca e Novgorod. Luogo di nascita del cristianesimo ortodosso è la Crimea mentre Mosca è la “Terza Roma” (dopo la caduta di Roma e Costantinopoli). Da quando l’Ucraina si è separata dall’Unione Sovietica, tanto la Russia che l’Occidente hanno gareggiato per ottenere influenza sul paese e mantenere l’equilibrio di potere nella regione a loro favore. Tutto ciò è tragicamente sfociato nell’attuale conflitto tra le nazioni sorelle di Russia e Ucraina.”

    Quali sono le attuali condizioni economiche dell’Ucraina?

    “Secondo il rapporto 2019 del Fondo Monetario Internazionale, prima che scoppiasse la pandemia di coronavirus, il Pil pro capite dell’Ucraina era inferiore a 4.000 dollari, dietro ad Albania, Moldavia e Kosovo. Oggi l’Ucraina è il paese più povero d’Europa”.

    Quali motivi che hanno causato la crisi ucraina?

    “La riunificazione della Germania è avvenuta grazie al “gentlemen agreement” tra Bush e Gorbachev. Tale accordo prevedeva che la Nato e l’Unione Europea (UE) non avrebbero raggiunto la contiguità territoriale con la Russia. Dopo aver perso la Guerra Fredda, Mosca ha invece visto la Nato e l’UE incorporare la parte di Europa orientale che essa aveva evacuato oltre a Estonia, Lettonia e Lituania già repubbliche sovietiche. La Russia ha poi assistito a successivi tentativi di incorporare altre ex repubbliche sovietiche – Moldavia, Georgia e Ucraina – nella Nato e, successivamente, nell’UE. Tale pressione è stata sufficiente perché la fragile situazione politica interna in Ucraina provocasse una crisi di identità nazionale. La Russia, dopo aver perso l’Europa orientale e i Balcani, considera quindi l’Ucraina l’ultima barriera in grado di separarla fisicamente e geograficamente dall’Europa e dalla Nato. La possibile transizione dell’Ucraina nell’ “orbita occidentale” intensificherebbe sicuramente la “sindrome di accerchiamento” della Russia. Il continuo allargamento della Nato ad est potrebbe infatti favorire l’installazione in Ucraina di missili nucleari della Nato. La Russia sostiene che gli Stati Uniti dovrebbero ricordarsi che quando Cuba stava ricevendo missili nucleari balistici sovietici, Kennedy giunse sull’orlo di una guerdi negare la possibilità che testate nucleari siano puntate contro il suo territorio a poche miglia dal confine. Mosca invita inoltre gli Stati Uniti a ricordarsi di essere entrati in guerra solo nel 1917 a seguito della proposta di alleanza fatta dalla Germania al Messico al fine di recuperare Arizona, Nuovo Messico e Texas”.

    Quello sferrato da Mosca è un attacco limitato nel tempo e nell’entità delle forze impiegate o è invece teso ad assicurare il controllo dell’intero territorio ucraino? A cosa punta la strategia del Cremlino? Quale è l’obiettivo di Putin?

    “Solo Putin con la sua cerchia ristretta ne è a conoscenza. L’obiettivo immediato potrebbe essere quello di ampliare i territori delle 2 repubbliche indipendenti ai restanti 2/3 del Donbass e alla fine annettere tutto il Donbass alla Federazione Russa come fatto con la Crimea nel 2014. E’ possibile che Putin voglia costringere alla resa il governo di Zelensky e rimpiazzarlo con un presidente e un governo filo-russo (che, democraticamente eletto, esisteva fino al 2014 ed è stato deposto a seguito di un colpo di stato). Una presenza militare massiccia in Ucraina ridurrebbe comunqu le opzioni militari russe in altre direzioni strategiche. L’esercito russo, forte di quasi un milione di effettivi, potrebbe registrare un sovraccarico strategico-militare qualora il Cremlino decidesse di prolungare le operazioni di combattimento in Ucraina. La Russia si aspetta che un intervento militare su larga scala in Ucraina (che è più estesa della Francia) incontri una resistenza armata sia da parte di unità regolari delle forze armate ucraine che di forze militari irregolari che utilizzino metodi di guerriglia partigiana. In merito alla durata dell’offensiva, l’obiettivo finale potrebbe coincidere con l’acquisizione e il mantenimento del controllo dell’Ucraina orientale, ad est del fiume Dnepr. Mosca avrebbe così una zona cuscinetto tra la Russia e i paesi occidentali che le garantisca una minima profondità strategica. Nel contempo, essendo smembrato il suo territorio, l’Ucraina non sarebbe in grado di entrare nella Nato”.

    A suo avviso Putin potrebbe avere ulteriori mire a più ampio respiro?

    “Oltre all’Ucraina, a più ampio spettro e a più lungo termine, Putin potrebbe procedere al ridisegno geopolitico dell’intero spazio post-sovietico riorganizzando il sistema di sicurezza europeo e rimodellando l’ordine mondiale in linea con gli interessi della Russia che vuole esserne uno degli attori principali”.

    Chi è il generale Giorgio Spagnol

    Il Generale di Divisione Giorgio Spagnol, attualmente in pensione, è stato Addetto per la Difesa in Pakistan, ha comandato la Brigata Genio, è stato Direttore del “Centro Studi per le Operazioni Post-Conflittuali” e ha operato con Unione Europea, NATO e Nazioni Unite. Collabora con Istituti di Studi Strategici in Italia, Francia, Spagna e Belgio. Laureato in Scienze Strategiche, ha inoltre conseguito un master in Relazioni Internazionali.Appassionato del mondo storico, letterario e scientifico, ha scritto e interpretato i dialoghi tra Shakespeare e Cervantes, tra Fallaci e Terzani, tra Napoleone e Wellington, tra Tolstoj e Russell, tra Eco e Sartori, tra Mattei e Olivetti, tra Galilei e Hawking, tra Fermi e Majorana. Alla Biblioteca Civica di Bassano del Grappa verrà rappresentato in giugno il suo dialogo più recente tra Elisabetta I d’Inghilterra e Francis Drake.

    Giancarlo Andolfatto

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