venerdì, 20 Maggio 2022

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    Monselice, Css: la questione approda in Regione e in Parlamento

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    La controversia tra Palazzo Tortorini e Buzzi Unicem sul tema dei combustibili derivanti dai rifiuti apre nuovi tavoli di discussione. Per la Regione giusto valutare combustibile alternativo

    Nelle scorse settimane sono state formalizzate nuove interrogazioni che rimettono al centro della scena i combustibili derivanti dai rifiuti in uso nello stabilimento ai piedi della Rocca. Questa volta, però, a differenza delle precedenti i tavoli di discussione aperti sulla questione sono due: la Regione e il Parlamento. Una prima mozione rivolta alla valutazione di combustibile alternativo e contro la liberalizzazione all’utilizzo del Css, infatti, è stata presentata in Regione dal consigliere Giuseppe Pan raccogliendo la maggioranza dei voti favorevoli.

    “Non sono contrario alla produzione di materia prima, essenziale per l’edilizia, resa oggi ancora più difficile visto l’aumento dei costi delle fonti di energia, ma sono perplesso nell’utilizzo di combustibili che abbiano una natura così dibattuta” ha spiegato Pan “L’area tra Este e Monselice, vista la presenza in passato di ben quattro cementifici, necessita di particolari tutele ambientali, tanto più necessarie vista la specificità della zona. Consentire l’utilizzo del Css, il combustibile proveniente da rifiuti, da parte della cementeria nel perimetro del Parco regionale non è assolutamente compatibile con l’attività di tutela di questo luogo”.

    Una posizione, quella del consigliere, sostenuta e condivisa da Elisa Venturini che aveva proposto anche un emendamento. “La situazione relativa a questo stabilimento (Buzzi Unicem n.d.r.) è molto complessa, è in atto uno scontro tra l’azienda e le istituzioni e quindi io credo che sia opportuna la possibilità di arrivare a un accordo di programma, come previsto dal piano ambientale” ha sottolineato Venturini “che preveda la partecipazione di tutti i soggetti pubblici competenti; siamo giunti a un livello di conflittualità elevato destinato a protrarsi anche nel futuro: mettere tutti attorno a un tavolo, abbassare il livello dello scontro e trovare una soluzione significa fare il bene di quel territorio”. E secondo il consigliere Venturini è la Giunta Regionale l’anello di congiunzione strategico per la risoluzione dell’annoso problema.

    La discussione, però, non si è fermata in Regione ma è approdata in Parlamento sulla scorta di un’interrogazione della deputata Francesca Businarolo indirizzata al ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, Stefano Patuanelli. “Secondo dati recenti, la cementeria di Monselice produce inquinanti come ossido di azoto e ossido di carbonio fino a rispettivamente 8 e
    200 volte di più di un inceneritore, prendendo come riferimento la linea tre dell’inceneritore di San Lazzaro a Padova” ha precisato Businarolo “Al governo chiedo di adottare provvedimenti per la piena applicazione del piano ambientale del parco regionale dei Colli Euganei e di escludere l’utilizzo di combustibili derivati dal trattamento di rifiuti urbani o speciali, ora incredibilmente ritenuti una forma di energia circolare da incentivare”.

    Martina Toso

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