domenica, 3 Luglio 2022

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    Padova-Treviso, Capannoni on/off: dall’alleanza pubblico-privato nasce il big data per “Zero consumo di suolo”

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    Capannoni on/off. Al via “uno strumento ‘abilitante’ di analisi e programmazione urbanistica per favorire lo sviluppo sostenibile del territorio, il recupero e riuso di suolo, condizione per attrarre investimenti e intelligenze”

    La rigenerazione del territorio comincia dai capannoni. Trasformare aree produttive, capannoni oggi dismessi o degradati, da costo ambientale, sociale ed economico a patrimonio da rivitalizzare (stimato in 3,9 miliardi) attraverso la riqualificazione e riuso o demolizione. In un Veneto che conta più di 92mila capannoni industriali (32mila a Padova e Treviso), sparsi in 5.679 aree produttive (per 41.300 ettari di terreno), che coprono il 18,4% della superficie ‘consumata’. Molti dei quali (11mila, il 12% del totale) dismessi e inutilizzati. È il fulcro del progetto Capannoni On/Off promosso da Assindustria Venetocentro e realizzato in partnership con le Province e le Camere di Commercio di Padova e di Treviso e il Consorzio Bim Piave, per la ricognizione capillare, la mappatura e la ricerca online delle aree ed edifici produttivi, attivi o dismessi e da riqualificare delle due province, con annessi stato, sottoservizi, infrastrutture materiali e digitali, piani urbanistici. (l’articolo continua sotto la media gallery)

    Il risultato è un inedito Big Data con grandi masse di dati e informazioni per la prima volta connessi, normalizzati e disponibili in un unico geoportale che fa dialogare le banche dati di enti, pubbliche amministrazioni, multiutilities: dal Catasto all’Agenzia Entrate, Comuni, Province, Registro imprese camerale, gestori di reti come Tim, fornitori di utilities come AcegasApsAmga, Ascopiave, Etra, Contarina, etc. L’architettura ‘aperta’ del Big Data consentirà di completare la mappatura e di tenerlo aggiornato, anche con nuove classi di dati.

    I risultati di Capannoni On/Off e il nuovo geoportale sono stati presentati a Palazzo Giacomelli a Treviso dal Presidente di Assindustria Venetocentro Leopoldo Destro insieme alla Vicepresidente per l’Edilizia, il Territorio e le Infrastrutture Paola Carron, da Francesco Calzavara Assessore al Patrimonio e Innovazione Digitale della Regione del Veneto, i Presidenti delle Province di Padova e di Treviso Fabio Bui e Stefano Marcon, i Presidenti delle Camere di Commercio di Treviso-BellunoǀDolomiti e di Padova Mario Pozza e Antonio Santocono e da Cristina Da Soller Presidente del Consorzio Bim Piave. In collegamento Sindaci e Amministratori dei Comuni dei due territori.

    Capannoni on/off, una nuoa piattaforma “abilitante” per Padova e Treviso

    Attraverso la nuova piattaforma ‘abilitante’, Capannoni On/Off punta a favorire la rigenerazione e riassetto del territorio, superando l’occupazione estensiva e frammentata ereditata dal passato. Un nuovo modello di insediamento e di gestione del suolo più razionale e sostenibile, per le attività produttive ma anche per la residenzialità e le altre funzioni economiche e sociali. Il data base in progress contiene al momento la mappatura di circa 2.000 ettari di aree produttive delle province di Padova e Treviso (su 14.200) per un numero di capannoni profilati pari a 12.376 (6.451 nel Trevigiano, 5.925 nel Padovano) su oltre 32mila, il 34,8% del Veneto.

    I big data entrano così nella programmazione territoriale, a disposizione delle Amministrazioni per i piani di riassetto e rigenerazione urbana, infrastrutturazione digitale, ambientale ed energetica. Di imprese, progettisti e operatori delle costruzioni per il recupero e riuso degli edifici dismessi e per ridurre il consumo di suolo, in linea con le disposizioni che si è data la Regione Veneto. Ma anche della multinazionale che ricerchi un’area in cui insediarsi (o da riqualificare). L’accesso al portale (www.capannonionoff.it) consente in modo rapido e intuitivo ricerche online mirate per Comune, superficie, stato dell’edificio, dotazioni e servizi.

    Sulle aree produttive e i capannoni l’attenzione di Assindustria è stata particolarmente presente, fin dalla redazione a inizio anni ’90 del primo Atlante delle aree industriali, poi nel decennio successivo il progetto QUAP (Qualità Urbana Aree produttive) fino alle ultime iniziative sulla rigenerazione, riuso (o demolizione) degli spazi produttivi.

    Capannoni On/Off riprende questa esperienza e la aggiorna insieme alle Istituzioni del territorio, con uno strumento ‘abilitante’ che segna il passaggio dalla cartografia alla geolocalizzazione, dalla dispersione all’interoperabilità dei dati, sempre aggiornati, agevolando la ricerca online.

    Capannoni on/off: le parole dei presidenti di Assindustria e delle Provincie

    «È, crediamo, il primo progetto in Italia che mappa aree, edifici e attività produttive, stato, utilizzo attuale, tanto più in un territorio così esteso – dichiara Leopoldo Destro, Presidente di Assindustria Venetocentro –. Il progetto è importante anche perché nasce dall’alleanza tra Pubblica Amministrazione e rappresentanza delle imprese, oggi più che mai Alleati per competere, come recita anche il PNRR, per riprendere un messaggio che ha accompagnato molte iniziative della nostra Associazione. Insieme, realizziamo un servizio che finora non c’era, specifico per gli edifici e le aree a destinazione produttiva, con dati uniformi e aggiornati da cui attivare le politiche urbanistiche per la competitività e sviluppo al territorio.  Lo facciamo da una dimensione associativa ampia, quella di Assindustria Venetocentro, tra Padova e Treviso, un territorio dove vivono 1,8 milioni di persone, con la forza di rappresentare 3.500 imprese con 180mila collaboratori. E in questa fase, segnata da una pandemia lunga più di due anni e ora da un grave conflitto nella nostra Europa, Capannoni OnOff propone un segnale di rinnovamento nel segno della condivisione e della collaborazione per un nuovo sviluppo sostenibile. Queste sono le linee guida del nostro impegno come imprese e come Pubblica Amministrazione per lo sviluppo e il benessere comune».

    «Con Capannoni OnOff – spiega Paola Carron, Vicepresidente di Assindustria Venetocentro – ci proponiamo di trasformare aree produttive, capannoni industriali oggi dismessi o degradati, dal costo ambientale, sociale ed economico a patrimonio da rivitalizzare in vista anche della ripartenza dopo la pandemia. L’obiettivo è riuscire a rigenerare il più possibile l’esistente ed evitare nuovo consumo di suolo, nel rispetto degli obiettivi comunitari a cui si è allineata la Regione Veneto con la legge regionale in materia di contenimento del consumo di suolo e per utilizzare al meglio le potenzialità dei crediti edilizi».

    «Il geoportale Capannoni OnOff rappresenta un bell’esempio dì sostenibilità e innovazione digitale, che segna il passaggio dalla cartografia alla geolocalizzazione con l’obbiettivo di rigenerare il territorio – commenta l’Assessore regionale al Patrimonio e all’Innovazione Digitale, Francesco Calzavara -. Uno strumento che, anche in ottica di economia circolare, in un territorio regionale in cui è già stato consumato tanto suolo, ci aiuterà a comprendere come utilizzare bene quello c’è ed è disponibile. Con dati veri, vari e aggiornati e la possibilità di lettura in tempo reale, si pongono le condizioni per avere la mappatura e una ricognizione dì centinaia dì migliaia dì edifici a destinazione produttiva in Veneto, per favorire anche l’incontro tra domanda e offerta capace di dare vita a nuovi progetti dì recupero edilizio nell’asse Padova-Treviso, motore dell’economia Made in Veneto».

    «La riqualificazione e la valorizzazione delle aree produttive del territorio fanno parte da sempre della visione e delle scelte strategiche della Provincia di Treviso – sottolinea il Presidente della Provincia di Treviso, Stefano Marcon in continuità con le politiche di sviluppo sostenibile che adottiamo negli interventi a beneficio del patrimonio immobiliare provinciale. Lo dimostra anche la realizzazione nel 2005, insieme ad Assindustria Venetocentro, dell’atlante denominato Q.U.A.P “Qualità Urbanistica delle Aree Produttive. Nell’ambito delle attività di pianificazione e coordinamento territoriale, sua competenza fondamentale, la Provincia di Treviso porta avanti dal 2016, in concerto con Unindustria Treviso e i Comuni di Pieve di Soligo e Sernaglia della Battaglia, anche il progetto “Smart Oasis”, incentrato proprio sulla riqualificazione e rigenerazione urbana per il miglioramento delle condizioni ambientali, energetiche e sociali. Oggi, il progetto “Capannoni OnOff”, risultato di un accordo sinergico tra Province, Assindustria Venetocentro, Camere di Commercio e Bim Piave siglato due anni fa, con il suo geoportale, conferma ancora una volta l’importanza della collaborazione fra Pubblica Amministrazione e Associazioni imprenditoriali, per valorizzare al meglio le nostre aree produttive in un’ottica di sviluppo sempre a favore della comunità».

    «Riqualificare il territorio attraverso la mappatura capillare delle aree produttive – dichiara Fabio Bui, Presidente della Provincia di Padova – è un lavoro di enorme valore che consente di supportare lo sviluppo economico, fornire servizi alle imprese, conoscere i valori di mercato e porre le basi per gestire la digitalizzazione e la semplificazione. Un progetto che, grazie alla collaborazione pubblico e privato avrà importanti ricadute per il territorio, per gli imprenditori, per gli investitori e le Istituzioni che potranno conoscerlo, rigenerarlo e offrire opportunità di investimento, di commercio e valorizzazione. Considerato che nel Veneto c’è un capannone ogni 54 abitanti, pari a 92mila capannoni industriali è evidente l’importanza di questo progetto che non solo favorisce un percorso di rigenerazione e valorizzazione, ma sarà un mezzo fondamentale per attirare nuovi investitori».

    «Con questo Geoportale telematico – dichiara il Presidente della Camera di Commercio di Padova, Antonio Santocono il progetto Capannoni ON/OFF avviato 3 anni fa, permette di raccogliere, omogeneizzare e mettere a fattor comune numerosi indicatori strategici per creare un unico e grande data base condiviso e accessibile a tutti, di facile lettura grazie all’Atlante internet dedicato. La sfida è doppia: da un lato c’è il recupero e la rigenerazione delle aree produttive dismesse, dall’altro la volontà di unire risorse e creare sinergie per mettere in campo tutti gli strumenti utili a rendere più competitivo e quindi attrattivo il nostro territorio per eventuali investitori nazionali ma anche stranieri».

    «Il progetto Capannoni OnOff,  che la Camera di Commercio di Treviso-Belluno|Dolomiti ha sostenuto con grande entusiasmo, è una risposta concreta ai bisogni del territorio, capace virtuosamente di coniugare nuove forme di attrazione di nuove realtà imprenditoriali, attraverso il riutilizzo di siti dismessi, con l’etica e la sostenibilità, in una visione di rispetto dell’ambiente per garantire la bellezza del fare impresa in un ecosistema armonioso – evidenzia Mario Pozza, Presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno e di Unioncamere Veneto –. Creando una mappatura basata su dati interconnessi, abbiamo la possibilità di creare un’azione strategica profilata, capace di rispondere in maniera tracciata e immediata alle esigenze che si vanno a presentare. Evidenzio che oltre a questa preziosa rete di dati, l’elemento competitivo è che rispondiamo in rete nell’affrontare un problema. Istituzioni pubbliche e private, enti, associazioni dialogano insieme e questa è una tra le grandi risorse di cui andare orgogliosi e che rende ancor più competitivo il nostro territorio».

    «È per noi motivo di orgoglio che l’esperienza dei Consorzi BIM Piave di Treviso e Belluno sia stata di riferimento per il progetto Capannoni On/Off – afferma Cristina Da Soller, Presidente BIM Piave –. Già nel 2021, con importanti investimenti, i nostri Comuni (oltre 100) hanno creato una piattaforma per la condivisione e gestione dei dati in modo integrato e questo consente ora di averli disponibili in modo immediato, evoluto ed aggiornato. Con il nuovo geoportale potranno essere ulteriormente valorizzate le forme di collaborazione territoriale, l’integrazione di nuove classi di dati, la possibilità di programmare lo sviluppo del territorio con logiche di area vasta, nella visione che è fondativa storicamente dei Consorzi BIM».

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