venerdì, 1 Marzo 2024
 
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Sgarbi attacca: “Contento per Pesaro, ma Vicenza non se lo meritava. Hanno prevalso criteri politici”

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Sgarbi durissimo: “E’ impossibile che vinca una città di centrodestra”

Il critico d’arte Vittorio Sgarbi è durissimo con il ministro Franceschini

La decisione favorevole a Pesaro come capitale della cultura 2024 ha innescato un dibattito politico. Non è mancato, infatti, chi ha sottolineato che il sindaco di Pesaro non solo è del partito democratico (come il ministro Franceschini)  ma è anche il responsabile dei sindaci del Pd. E c’è anche chi ha fatto notare che sette città finaliste su dieci sono amministrate dal partito democratico. Un modo neanche tanto velato per indicare che le città di centrodestra non avevano chanche.

Vittorio Sgarbi parla apertamente di “una decisione politica”. In una nota diffusa e pubblicata da Tusciaweb esprime il suo pensiero: “Pesaro è una città poetica e nascosta, nella quale vi è una delle più belle architetture del mondo, Villa Imperiale, mirabile per l’architettura e gli affreschi. Voglio però indirizzare alla città più importante del mondo per la tradizione e l’idea stessa di architettura, nel nome di Palladio, cioè Vicenza, il mio rammarico per la sconfitta, il che dimostra l’errore del ministro Franceschini nell’avere istituito, come premio di consolazione (dopo lo choc della nomina di Matera capitale europea della cultura) queste capitali di serie B dell’Italia sublime, mettendo le città in concorso l’una contro l’altra, sulla base di programmi più proclamati che sostanziali”.

Alle città finaliste, infatti, il ministro Franceschini ha promesso comunque uno stanziamento, che non sarà certo il milione di euro che arriverà alla capitale, ed è questo aspetto che ha fatto saltare la mosca al naso di Sgarbi che parla di “capitali di serie B”.

“Franceschini ha creato le capitali di serie B, è un errore”

Prosegue l’affondo si Sgarbi: “Non si possono mettere in competizione, con un titolo illusorio, città  che esprimono e producono cultura come fossero le squadre in uno stadio, oltretutto con dimensioni e infrastrutture molto diverse; come, nella stessa regione, è assurdo contrapporre Pesaro ad Ascoli, città bellissima che meritava un eguale riconoscimento”.

“E perdura il sospetto, da me e da altri avanzato, che la capitale italiana della cultura tocchi invariabilmente a città governate dal centrosinistra, fin qui sette su sette, come se città bellissime come Vicenza e Ascoli dovessero pagare il peccato di essere governate dal centrodestra”.

“Così come, evidentemente, si rispetta una ripartizione per regioni, sarebbe giusto anche un equilibrio nella valutazione politica delle amministrazioni: come Pesaro dalla sinistra, Ascoli è stata sempre ben governata dal centrodestra. E il buon governo dovrebbe essere un criterio di valutazione”.

“Onore dunque a Pesaro, ma con l’amarezza di aver visto mortificate città non meno importanti”.

 
 
 

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