martedì, 5 Luglio 2022

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    Veneto, Stefani: “Lega, contenitore naturale del buon governo, da sempre accoglie più sensibilità”

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    Veneto. Dialogo a tutto campo con Alberto Stefani, coordinatore regionale del Carroccio

    Alberto Stefani
    Alberto Stefani

    A volerlo alla guida del Carroccio è stato il leader Matteo Salvini in persona. Alberto Stefani, sindaco di Borgoricco e deputato (eletto nel 2018, con oltre il 52 per cento dei consensi tanto da risultare il più giovane parlamentare di sempre del suo partito) è l’attuale coordinatore regionale della Lega. Il Governatore Zaia lo definisce un “fuoriclasse”. A Stefani, e con lui i vertici rappresentati dai big del partito (che il coordinatore ha voluto allargare subito dopo il suo insediamento), fa capo una Lega che in questa regione non si è mai fermata, continuando a raccogliere consensi e adesioni tra militanti, amministratori pubblici e giovani.

    Non è un caso che il giovane parlamentare sia uno dei volti nuovi – insieme a Isabella Tovaglieri, eurodeputata, Rebecca Frassini, parlamentare, e a Luca Toccalini, segretario nazionale della Lega giovani, su cui il segretario Salvini ha deciso di puntare per ridare forza e smalto al partito. Proprio a Roma, durante le elezioni per il nuovo Presidente della Repubblica, Stefani ha riunito i colleghi parlamentari veneti per un summit durante il quale ha donato a ciascuno una spilletta raffigurante il Leone di San Marco e Alberto da Giussano.

    Onorevole Stefani, cosa risponde a quegli osservatori che parlano di una Lega divisa in due correnti?

    “La Lega è un partito che accoglie da sempre più sensibilità, ma che ha sempre fatto sintesi. Ho iniziato la mia militanza durante il liceo, posso assicurare che non sono mai mancati dibattiti, confronti, scambi di opinione anche contrastanti: sono il cuore pulsante di un movimento, in questi due anni purtroppo penalizzato dalla difficoltà di incontrarsi a causa della pandemia”.

    Si parla di mano fin troppo pesante con espulsioni nei confronti di chi ha espresso il proprio dissenso.

    “La Lega ha un regolamento che i nostri iscritti conoscono. Al nostro interno si può discutere di tutto, non ci sono veti. Qualcuno preferisce farlo sui giornali? Chi esce sui media contro il proprio partito, lo fa per fare del male alla Lega. Perché non alzare prima il telefono? L’espulsione non è una scelta di carattere personale né discrezionale: è disciplina di partito. In Lega esiste da vent’anni ed è sempre stata adottata. L’abbiamo ribadita all’unanimità anche in un recente direttivo regionale. Siamo, tra l’altro, la regione con il minor numero di espulsioni, una media di 2-3 a fronte della 50 di altre realtà. Nessun pugno duro, ma solo rispetto delle regole. Siete il partito delle piazze, della gente. Eppure in molti affermano che questo filo diretto con il territorio sia venuto meno.

    “In Veneto, solo negli ultimi dieci mesi sono entrati 20 nuovi sindaci e 50 amministratori. Siamo il partito di riferimento del territorio, questo non lo dico io, ma i numeri, e contenitore naturale del buon governo. Raccogliamo adesioni, poi, da tantissimi giovani: sono oltre 400 quelli che hanno fatto il loro ingresso nel 2021. Siamo uno dei partiti più attivi dal punto di vista del tesseramento e dell’attività politica: oggi abbiamo oltre 11 mila iscritti. Questo grazie ai nostri circoli e ai nostri militanti, una maggioranza di persone che ama il movimento, lavorando sempre al fianco delle segreterie di sezione, provinciali e regionali”.

    Come commenta la rielezione di Mattarella Presidente della Repubblica?

    “Da parlamentare ho vissuto questo momento così importante per la vita di un Paese repubblicano come il nostro, con emozione e orgoglio. Per quanto mi riguarda ritengo non si possa negare come la partita del Quirinale sia una incredibile cartina di tornasole che ha messo in luce, tanto da essere sotto gli occhi di tutti, alcune aberrazioni del trasformismo di talune forze centriste. La politica del trasformismo, del cambiare casacca e mimetizzarsi a seconda delle opportunità e delle convenienze del momento, non appartiene alla Lega. Il nostro Dna è, da sempre, quello di un partito impegnato non nei compromessi, ma nella ricerca dell’unità e della condivisione”.

    Cosa succederà ora al governo dopo che i ministri leghisti non hanno partecipato alla seduta del Cdm in cui si decidevano le norme sulla Dad?

    “Ci sarà maggiore attenzione nei confronti della Lega e delle nostre battaglie oggi più importanti: no al caro bollette, a imposte sulla casa, a ulteriori tassazioni e, poi, verso la madre di tutte le battaglie che per noi leghisti è quella per il federalismo e l’ autonomia”.

    E in Veneto? Il presidente Zaia è destinato a volare a Roma già il prossimo anno?

    “Zaia ha dimostrato di essere un grande Governatore, uno dei più bravi e apprezzati top manager della politica sulla scena nazionale. Ciò significa che potrebbe ricoprire qualsiasi ruolo, in qualsiasi momento, a qualsiasi livello”.

    Nicoletta Masetto

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