domenica, 29 Gennaio 2023

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Venezia, dopo i rincari “piovono” cartelle esattoriali sulle famiglie mestrine 

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Venezia, Adico: “I cittadini sono già allo stremo per i rincari, serve una tregua fiscale”

 

Prima c’era la pandemia, con tutte le sue note e drammatiche conseguenze. Poi, quando il virus ha abbassato la guardia, ecco i rincari che stanno devastando le famiglie e gli anziani. Ma, come se ciò non bastasse, assieme all’inesorabile stangata su carburante, bollette e prodotti alimentari, nelle ultime settimane “piovono” sui contribuenti mestrini cartelle esattoriali di ogni genere, risalenti anche a dieci anni fa, come dimostrano le innumerevoli segnalazioni e richieste d’assistenza che giungono all’Adico in questi giorni. Bolli del 2012 notificati (almeno, secondo quanto scritto nella cartella stessa) nel 2016, e inviati giusto in tempo per evitare la prescrizione. Poi, tasse locali, mancati versamento all’Inps, sanzioni stradali, acque Risorgive e chi più ne ha più ne metta. Insomma, “sembra proprio che lo Stato faccia di tutto per essere nemico del cittadino – attacca Carlo Garofolini, presidente dell’Adico -. La pace fiscale è durata per il periodo del Covid ma ora l’Erario è scatenato. Ovviamente le tasse vanno pagate ma non è questo il momento per richiedere centinaia se non migliaia di euro alla gente, magari per cose risalenti anche a due lustri fa. Particolarmente odiose le cartelle che riguardano i bolli auto, una delle tasse più invise ai cittadini e che rendono l’auto un bene di stra-lusso. Arrivano richieste di pagamento di ogni genere e in contemporanea le famiglie pagano il doppio se non il triplo per le bollette, dai benzinai spendono più di due euro al litro per riempire il serbatoio, quando fanno la spesa sborsano il 50 % in più di un mese prima. Chiediamo all’Agenzia delle Entrate di dare una tregua ai contribuenti, che già pagano abbastanza tasse. Questo è il momento di favorire il dialogo con il cittadino, evitando per esempio sanzioni spropositate sulle cartelle esattoriali”. Adico invoca una pace fiscale per questo momento difficile e invita l’Agenzia a essere più chiara e trasparente nelle proprie richieste. “A volte le pretese dell’Erario sono pure sbagliate o prescritte – continua Garofolinima molto contribuenti non lo sanno o devono affidarsi agli avvocati per contestarle. Poi ci sono troppe tasse, la gente non riesce a stargli più dietro. Lo diciamo chiaramente: le famiglie non ce la fanno e qui si rischia la rivolta sociale. Fra l’altro, i veri evasori, quelli che non pagano proprio nulla, non vengono mai perseguiti e a pagare sono quasi sempre le persone che hanno una casa o una macchina, ovvero i due beni più tassati in Italia perché facilmente identificabili. Qui abbiamo pensionati o commercianti che arrivano con cartelle da decine di migliaia di euro che dovrebbero onorare in pochi giorni. Ma l’Agenzia delle Entrate si rende conto di come siano messe in media le famiglie italiane a livello economico e come in questo momento l’inflazione gli stia mettendo ancor più in ginocchio? O pensa che gli italiani guadagnino tutti come i nostri politici?”.   

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