sabato, 25 Giugno 2022

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    HomeGuerra in UcrainaVenezia, Ulss 3: "Contagi Covid in aumento, ma pochi i ricoveri"

    Venezia, Ulss 3: “Contagi Covid in aumento, ma pochi i ricoveri”

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    Venezia, l’Ulss 3 rassicura: “L’arrivo dei profughi dall’Ucraina è ininfluente per l’andamento dei contagi Covid”

    Tornano a crescere i casi di positività del Veneziano, che nell’ultima settimana è arrivato a sfiorare i 10mila casi. Segnale questo che sancisce la ripresa dell’epidemia, seppur senza gravi problemi dal punto di vista dei ricoveri. L’età media degli individui colpiti dal Covid resta relativamente bassa (44 anni): secondo il tasso di positività ogni 100mila abitanti per fasce d’età dell’ultima settimana, sembrerebbe che il Covid stia andando ora a colpire maggiormente, seppur interessando comunque tutte le fasce d’età, quelle classi che non hanno avuto accesso alla vaccinazione, ovvero i bambini più piccoli (fascia 0-14 anni: 1115 casi), ma anche in quelle più esposte alla socialità, come gli adolescenti (fascia 15-24 anni: 1181 casi). In ripresa anche i contagi nella classe anziana over85, con 735 positività, probabilmente legata al tempo trascorso dalla terza dose e dunque a una lenta riduzione delle difese sviluppate con il vaccino nei mesi scorsi.

    In lenta ripresa anche i ricoveri, legati tuttavia anche a un particolare fattore: l’aumento delle positivizzazioni all’interno dei reparti ospedalieri. “Sono sporadiche ma presenti – spiega la dottoressa Chiara Berti, – motivo per cui ci sono pazienti che devono essere trasferiti in area Covid e ciò comporta che queste aree siano dunque in questo momento cariche di pazienti. Disponiamo ancora di posti letto soltanto a Mestre e Venezia”. Per quanto riguarda invece le terapie intensive, “non abbiamo ancora nessun segnale di aumento dei ricoveri; anzi, contiamo solo 3 pazienti – afferma Berti -. È possibile però che con l’aumento dei ricoveri in area ordinaria possa esserci anche qualche ricovero in area intensiva, che ad oggi comunque non si sta verificando”. L’età media dei ricoverati resta alta: 71 anni per l’area ordinaria e 68 per la terapia intensiva.

    Continuano anche le vaccinazioni, ormai per di più rivolte a chi ancora non ha completato il ciclo vaccinale con la terza dose.
    Grande anche l’impegno dell’Ulss 3 nei confronti della popolazione ucraina, che sta giungendo in questi giorni nel Veneziano: “Il metodo dell’accoglienza diffusa praticato dal territorio richiede particolare attenzione – spiegano dall’azienda sanitaria veneziana – e la fatica degli organi preposti è quella di veicolare correttamente le persone, tracciarle e seguirle nel loro percorso sanitario. Nel nostro caso la difficoltà aumenta, essendo noi, insieme all’Ulss 4, la porta a est della Regione Veneto e dunque le zone di maggior accesso da parte dei profughi provenienti dall’Ucraina”.

    “Siamo la prima Ulss del Veneto per numero di tamponi porprio per questo – continuano -, anche perché ci ritroviamo a dover far fronte anche a molti cittadini semplicemente in transito nel territorio, ma con destinazioni diverse dal Veneziano”.
    Dal’inizio dell’emergenza Ucraina, nell’Ulss 3 sono stati effettuati bel 2788 tamponi (di cui 76 risultati positivi, con un tasso di positività del 2,7%) su 2498 persone. La composizione demografica della popolazione ucraina in arrivo vede per la maggior parte donne, con un’età media di 30 anni, mentre per gli uomini è di soli 16 anni.

    “Abbiamo cercato di appaiare il momento di accesso al tampone con la registrazione dell’arrivo in Italia (chi viene dall’estero, infatti, deve avere un foglio per dire da dove viene) – spiegano dall’Ulss 3 -. Abbiamo semplificato e tradotto il documento in un Google form in cui chiediamo di identificarsi. Al momento del tampone abbiniamo dunque anche registrazione e se è presente un buon back office in sede vaccinale cerchiamo di rilasciare la tessera sanitaria per accedere ai servizi gratuiti”. A oggi, sono state 1263 le registrazioni effettuate, mentre soltanto venerdì se ne contavano 910. Di questi 900 circa, 353 registrazioni sono però doppioni, dovuti ad alcune difficoltà tecniche riscontrate nella trascrizione dei dati dei cittadini o a doppie registrazioni effettuate da alcune persone. “Facciamo comunque pulizia continua per evitare che si creino disguidi”, rassicurano dall’Ulss 3. Attualmente sono 1024 le tessere sanitarie distribuite, mentre a venerdì erano 581. “Alcune persone sono state tamponate e registrate, ma non ancora caricate nel sistema informativo vaccinale, che stiamo aggiornando”: sono 297.

    Pronto e accurato l’intervento dell’Ulss 3 anche nella verifica della cartella vaccinale dei profughi: “Cerchiamo di fare una valutazione dei vaccini eseguiti in Ucraina per vedere cosa manca rispetto al nostro calendario vaccinale, non solo per quanto riguarda il Covid, ma anche altre patologie, tra cui la tubercolosi (molto diffusa in Ucraina), la difterite, il tetano, la pertosse e la polio negli adulti, oltre alla rosolia, il morbillo, la parotite e la varicella nei bambini. Organizzativamente, il calendario dei bambini ucraini è diverso dal nostro, perciò andiamo ad aggiungere le vaccinazioni che mancano”. Finora la risposta della popolazione ucraina è stata comunque molto positiva e di adesione, registrando un numero molto ridotto di rifiuto a sottoporsi ai vaccini o mancata risposta/presentazione in sede vaccinale.

    L’arrivo della popolazione ucraina è praticamente ininfluente sull’andamento dei casi Covid, tengono infine a sottolineare dall’Ulss 3: “Ci si sta ripresentando una riproposizione di quel che abbiamo assistito l’anno scorso – spiegano -. Le varianti di quest’anno sono meno aggressive ma più contagiose. Contiamo tuttavia che nel prossimo mese e mezzo la curva si esaurisca senza troppi impatti per la sanità”.

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