domenica, 27 Novembre 2022

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Caso Valvitalia arriva in Parlamento: “Il Governo la compri”

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Caso Valvitalia arriva in Parlamento: “Trasferimento produzione da Due Carrare a Rivanazzano va fermato”

Il caso di Valvitalia, azienda che si occupa di progettazione, produzione e fornitura a livello globale di apparecchiature e componenti destinati all’industria dell’energia, è partecipata al 50% da Cassa depositi e prestiti, ed ha annunciato l’intenzione di trasferire la produzione dal sito di Due Carrare, in provincia di Padova, a quello di Rivanazzano, in provincia di Pavia, arriva in Parlamento.

Le deputate Silvia Benedetti, Yana Chiar Ehm, Doriana Sarli e Simona Suriano, tutte elette con il Movimento 5 stelle e ora appartenenti al gruppo misto, hanno infatti presentato un’interrogazione ai ministri del Lavoro e delle Politiche sociali e dell’Economia e delle Finanze chiedendo di attivarsi con urgenza per evitare lo spostamento della produzione, che comporterebbe l’obbligo di trasferirsi per 80 persone tra lavoratori e lavoratrici.

“L’azienda ha prospettato agli 80 lavoratrici e lavoratori del sito di Due Carrare il mantenimento del posto di lavoro se disponibili anch’essi al trasferimento; è evidente, ad avviso degli interroganti, come tale proposta sia iniqua e coercitiva: trasferirsi in un’altra regione comporta una serie di difficoltà nel trasloco e nella gestione delle relazioni familiari e sociali e non è certo una scelta praticabile per tutte le lavoratrici e lavoratori dell’azienda”, affermano le deputate nell’interrogazione visionata dalla ‘Dire’.

“Valvitalia è tra i primi cinque produttori nel settore delle valvole a livello mondiale, con un fatturato di 196 milioni di euro nel 2020 e 10 stabilimenti con più di 1.000 lavoratori, soprattutto giovani; in particolare, il sito di Due Carrare è dotato di notevoli competenze e potenzialità di ulteriori futuri sviluppi nell’ambito di un piano di transizione ecologica delle produzioni”, evidenziano poi le deputate ricordando che la Regione Veneto ha già convocato a più riprese un tavolo di crisi, in cui l’azienda non solo non ha rivisto la decisione, ma “non si è nemmeno dichiarata disponibile a valutare l’attivazione degli ammortizzatori sociali”. Sarebbe quindi opportuno, conludono Benedetti, Ehm, Sarli e Suriano, che il Governo intervenisse, arrivando anche “all’acquisizione totale dell’azienda” se necessario.

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