giovedì, 6 Ottobre 2022

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    I fondi del PNRR per una base militare nel Parco Naturale di Pisa

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    La decisione imposta dal governo Draghi di costruire una base miliare nell’area protetta sta suscitando ampie critiche.

    Gli occhi di chi ha avuto l’occasione di addentrarsi nelle strade di campagna toscane hanno goduto sicuramente del panorama. Colline, boschi e campi coltivati si perdono a vista d’occhio. Tra questa sterminata distesa di verde, a sud di Pisa, si scorge il “Radar”: una base militare abbandonata. Due blocchi di cemento circondati da filo spinato arrugginito e cartelli sbiaditi.

    Tuttavia questa base militare tornerà in funzione, molto più grande ed estesa di prima, sconfinando in un’area verde protetta.

    Con un decreto pubblicato il 23 marzo in Gazzetta Ufficiale, il governo Draghi ha deciso di costruire qui, in una zona protetta all’interno del parco regionale di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli, il quartier generale del gruppo interventi speciali (GIS), del reggimento carabinieri paracadutisti Tuscania e del nucleo cinofili dell’Arma. Il decreto non era stato annunciato né dal ministero della Difesa, né dal governo: di fatto la nuova base militare è stata imposta e non sembrano esserci possibilità di ripensamenti o modifiche al progetto.

    La nuova base militare nel parco naturale di Pisa, un aumento senza preavvisi

    L’attuale area recintata è grande 54mila metri quadrati e si allargherà fino a 730mila metri quadrati, oltre dieci volte tanto rispetto a oggi. Il governo ha scavalcato le procedure previste per un progetto simile attraverso un decreto approvato riguardo il PNRR. Le decisioni sull’area di Coltano sono state prese senza preavviso o discussioni. Alla pubblicazione della notizia in Gazzetta Ufficiale, in pochi a Pisa conoscevano il progetto della nuova base militare.

    Nuova base militare, le parole di associazioni e partiti

    Non si è volata una mosca dalle parti del comune di Pisa guidato dal sindaco leghista Michele Conti. Alcuni partiti e associazioni ambientaliste, invece, si sono schierati contro la nuova base militare. Legambiente Pisa ha scritto in una nota che l’area agricola è una risorsa «fragile e non abbastanza considerata». Rifondazione Comunista, il gruppo Una Città in Comune e Potere al Popolo hanno definito la nuova base una “cittadella per la guerra”. Anche il Partito Democratico di Pisa ha criticato la decisione del governo spiegando che con la nuova base verrebbe pesantemente trasformata un’area protetta e criticando il metodo con cui il governo ha scavalcato gli enti locali e la contrarietà dell’ente parco.

    La richiesta all’amministrazione comunale è quella di promuovere un dibattito istituzionale per difendere gli interessi del territorio.

     

    Enrico Caccin

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