venerdì, 1 Luglio 2022

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    Rovigo, duro colpo per il bracconaggio ittico

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    La polizia di Rovigo ha sequestrato tre chilometri di reti vietate. Un significativo risultato nel contrasto del bracconaggio ittico

    Nei giorni scorsi la polizia provinciale di Rovigo ha sequestrato tre chilometri di reti vietate e liberato due quintali di fauna ittica viva, un significativo risultato nel contrasto del bracconaggio ittico in Polesine, ottenuto nei confronti di coloro che, per mezzo di azioni illegali e con l’utilizzo di strumenti vietati, vengono ritenuti responsabili del degrado del fragile eco-sistema deltizio, causando enormi danni nei confronti della fauna ittica polesana. In questa occasione, il buon esito dell’operazione di vigilanza è stato ottenuto anche grazie alla proficua collaborazione tra i pescatori di professione del Consorzio Foce Po Di Maistra, i pescatori sportivi del club Delta Bass Anglers e la Polizia Provinciale di Rovigo.
    Nella serata del 4 aprile gli uomini del Reparto Operativo Delta sono stati allertati dalle segnalazioni di pescatori che avvertivano della presenza di numerosi reti da pesca del tipo tremaglio ad alta capacità di cattura posizionate all’interno del Collettore Padano nel territorio del comune di Porto Viro, zona in cui sussiste il divieto della pesca professionale trattandosi di acque classificate secondarie dalla normativa vigente.

    Erano stati catturati circa 200 chilogrammi di fauna ittica

    La pattuglia della Polizia Provinciale è così intervenuta sul posto accertando la presenza delle reti da pesca in immersione che, posizionate tra le due rive per un tratto di circa 1200 metri, impegnavano tutto il corso d’acqua nella sua larghezza. Nelle operazioni di recupero, che si sono protratte per tutta la notte, con la collaborazione dei pescatori presenti con le proprie imbarcazioni, sono state rinvenute circa venti reti del tipo tremaglio della lunghezza di circa 150 metri, dotazioni vietate poiché la lunghezza massima consentita sul fiume Po, acque classificate zona “B”, è di 50 metri, collegate tra loro e costituendo un tratto complessivo di oltre 3 chilometri; tutte le reti, dotate di corde e galleggianti, sono state sequestrate con conseguente distruzione. All’interno delle reti erano erano stati catturati circa 200 chilogrammi di fauna ittica di varie specie, perlopiù carpe e cefali ancora vivi, che venivano immediatamente liberati e reimmessi nelle acque del fiume.

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