giovedì, 9 Febbraio 2023

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Treviso celebra il 170esimo anniversario di fondazione della Polizia di Stato

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Treviso celebra il 170° Anniversario della Fondazione della Polizia di Stato

La cerimonia, a livello locale, si è svolta presso il Salone dei Trecento in Piazza dei Signori, alla presenza del Prefetto di Treviso, Angelo Sidoti, del Sindaco di Treviso, Mario Conte  e di tutte le autorità militari e civili e ha avuto inizio con l’Inno di Mameli interpretato dal tenore trevigiano Francesco Grollo e che ha visto la partecipazione di una classe della scuola media Serena.

  Anche quest’anno la celebrazione è improntata alla massima sobrietà, in un clima che nulla ha a che fare con il festeggiamento, sia per motivi di sicurezza ancora legati alla nota pandemia, sia perché la recente guerra in Ucraina, con tutta la sua inarrestabile violenza, coinvolge e intristisce i cuori di tutti gli italiani. 

A Treviso la cerimonia per le celebrazioni della festa della fondazione della Polizia di stato

In questo clima, la Polizia di Stato vuole innanzitutto vivere il suo momento del ricordo, richiamando alla memoria tutti i suoi Caduti: quei, purtroppo, numerosi colleghi che hanno dato la propria vita nell’adempimento del proprio dovere e a cui rivolgiamo un abbraccio ideale ai loro familiari. 

L’obiettivo fondamentale di questa cerimonia è oggi quello di far sentire la vicinanza alla cittadinanza trevigiana della Polizia di Stato e delle altre Istituzioni qui riunite per rassicurarla che, come avvenuto nei giorni più difficili della pandemia, saranno presenti anche in futuro e faranno la loro parte per affrontare quelle sfide che inevitabilmente si porranno d’ora in poi.

Per tale motivo si è ritenuto che dopo diversi anni era arrivato il momento di far svolgere nuovamente la celebrazione nel centro cittadino, anche per consentire ai cittadini di conoscere alcune delle attività svolte dalla Polizia di Stato e i mezzi utilizzati.

Grande impegno è stato profuso anche quest’anno dagli uomini e dalle donne della Polizia di Stato in questa provincia. In particolare, è importante ricordare talune attività significative dei vari Uffici di polizia, sintomatiche dello spirito di sacrificio che caratterizza gli operatori.

La festa della Polizia di Stato a Treviso è stata l’occasione per tirare le somme di quanto fatto finora

All’Ufficio di Gabinetto della Questura, come è noto, è affidata la pianificazione e predisposizione dei servizi di ordine pubblico. Le misure di contenimento dell’emergenza sanitaria hanno determinato forti reazioni in alcuni settori dell’opinione pubblica, che si sono trasfuse in manifestazioni di gruppi contrari alla campagna vaccinale e all’uso dei dispositivi di protezione e, da ultimo, allo strumento della cd. “certificazione verde”. A tal fine, notevolissimo e tuttora perdurante l’impegno di personale della Polizia di Stato e delle altre Forze di polizia, soprattutto nei fine settimana.

Il controllo del territorio ha continuato a essere una delle attività principali della Questura di Treviso, ed è stato garantito sia con i servizi ordinari dalle Volanti della Questura e del Commissariato di Conegliano nonché con l’esecuzione di servizi straordinari e l’ausilio pressoché costante del Reparto Prevenzione Crimine di Padova, che hanno riguardato soprattutto la zona di via Roma e quella circostante alla stazione ferroviaria e, per Conegliano, la zona del c.d. Biscione, in seguito ai quali sono stati emessi numerose misure di prevenzione nei confronti di persone con precedenti penali.

Sul versante repressivo, la Squadra Mobile si è distinta per aver risolto taluni casi che hanno destato grande preoccupazione nell’opinione pubblica, anche perché purtroppo in due occasioni si è fatto ricorso all’uso delle armi; in particolare, tutti ricorderanno i due colpi di arma da fuoco esplosi all’ingresso di un condominio di Via Albona in direzione di una coppia di dominicani e quelli esplosi dal tetto di un’abitazione sita nel tranquillo quartiere di Borgo Cavour: in entrambi i casi i responsabili sono stati assicurati alla giustizia. Si ricordano, inoltre, le operazioni che hanno portato al sequestro preventivo di un immobile nei confronti di persone presunte responsabili di sfruttamento del lavoro e caporalato, quelle relative all’indebita percezione del reddito di cittadinanza mediante false attestazioni documentali, quelle eseguite in materia di finte o false vaccinazioni  contro il Covid-19, e per finire, citando soltanto le attività più significative, le catture di due pericolosi latitanti albanesi, uno dei quali responsabile del tentato omicidio di un operatore di polizia nel paese di origine nonché quella del presunto responsabile di  rapina e di un furto con strappo ai danni di due anziani nel quartiere di Santa Bona, nonché di due spaccate ai danni di esercizi commerciali, che avevano allarmato gli abitanti della zona.

Anche la Digos ha fornito un apporto fondamentale nella gestione delle manifestazioni e delle iniziative dei gruppi contrari alle misure di contenimento governative, evitando che potessero debordare dall’alveo del normale svolgimento del diritto di riunione, grazie al continuo impegno di tutto il personale.

L’azione di prevenzione, come ci insegna il più autorevole studioso del diritto di polizia, Achille Chiappetti, si è storicamente articolata sui due binari della prevenzione dei rischi provenienti dai soggetti e di quelli rivenienti da alcune attività economiche. A tal fine risponde l’attività preventiva svolta dalla Divisione polizia anticrimine, della polizia amministrativa e dall’Ufficio immigrazione. Basti ricordare i numerosi fogli di via obbligatori, avvisi orali e Daspo istruiti dalla Divisione polizia anticrimine, così come le varie proposte di sorveglianza speciale. Allo stesso modo, la Divisione di Polizia Amministrativa si è distinta per la continua attività di controllo degli esercizi pubblici, sfociata nell’adozione di diversi provvedimenti di cui all’art. 100 T.U.L.P.S., atto di una certa gravità ma indispensabile per la tutela, oltre che della sicurezza pubblica, anche della stessa regolare attività dei locali. Non ha bisogno di commento l’attività dell’Ufficio immigrazione, uno dei cardini storici della Questura di Treviso, che oltre ad istruire le pratiche dei richiedenti asilo e dei titoli di soggiorno, ha trattato diversi casi di accompagnamento alla frontiera e presso i C.P.R. nonché di numerose espulsioni dal nostro Paese. Notevole è l’impegno profuso nella gestione dei flussi di profughi ucraini verso questa provincia, in collaborazione con il Commissariato di Conegliano, che come Ufficio distaccato di P.S., ha mostrato ancora una volta la propria valenza strategica, consentendo alla Questura di esplicare la sua attività in una zona di elevato interesse dal punto di vista economico e sociale, assicurando anche alla cittadinanza di quell’area la fruizione dei servizi della Polizia di Stato.

Di non poca importanza, anche se scarsamente visibile all’esterno, è l’attività svolta dall’Ufficio del personale, da quello tecnico – logistico e dall’Ufficio Sanitario. Detti settori consentono, il regolare ed efficiente svolgimento dell’attività operativa della Questura, mettendo a disposizione tutto ciò che occorre al personale della Polizia di Stato impiegato in servizio. 

Importante l’opera delle Specialità della Polizia di Stato che presidiano i territori della mobilità e della comunicazione.

La Polizia stradale esercita la fondamentale funzione di garantire la sicurezza stradale, nell’ambito delle competenze stabilite dalle direttive ministeriali sulle specialità, in una zona interessata da imponenti volumi di traffico generati dal grande sviluppo delle attività produttive. Importante l’attività svolta nel campo dell’educazione stradale, che stimola la cittadinanza alla prevenzione del fenomeno dell’incidentistica stradale, connotato da deleteri effetti sociali. 

La Polizia ferroviaria, oltre all’attività ordinaria, fornisce importante supporto per l’ordine pubblico; la Polizia postale si è distinta nel contrasto alla pedopornografia on line e alle truffe informatiche.

Da ultimo, non per importanza, si cita l’Ufficio di Polizia di frontiera aerea di Treviso, il cui personale, con grande professionalità, ha fatto fronte alla ripresa del traffico presso lo scalo aereo cittadino, unitamente ai controlli connessi all’emergenza sanitaria.

 

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