venerdì, 20 Maggio 2022

ASCOLTA L'ULTIMO NOTIZIARIO

More
    Banner edizioni
    HomeNazionaleEl Salvador, condannata a 30 anni per un aborto spontaneo

    El Salvador, condannata a 30 anni per un aborto spontaneo

    Banner edizioni

    L’ingiusta vicenda è successa nel Paese centroamericano, che ha una delle leggi più restrittive al mondo in tema di interruzione di gravidanza

    Molto meno di 194. L’aborto sicuro e legale in Italia trova ben poche garanzie e negli USA vuole essere abolito, andando in direzione contraria rispetto alla parità di genere e all’autodeterminazione dei propri corpi. Il modello del centrodestra conservatore potrebbe essere quello di El Salvador, uno dei Paesi con la legislazione più restrittiva al mondo sull’interruzione di gravidanza. Qui Esme aveva avuto un aborto spontaneo nel 2019, qui lunedì è stata condannata a 30 anni di carcere.

    30 di carcere per un aborto spontaneo: cos’è successo a Esme?

    Secondo la ricostruzione fatta dai suoi avvocati la giovane si trovava da sola in casa, in una zona rurale, quando ha avuto un aborto spontaneo nel 2019. Il neonato è morto durante il parto e lei è stata trasportata al pronto soccorso con un’emorragia. Immediatamente denunciata alla polizia, è stata arrestata e di conseguenza separata dalla figlia che allora aveva 7 anni. Rilasciata a ottobre 2021, dopo due anni di carcere in custodia cautelare, lunedì è arrivata la sentenza. “Un duro colpo sulla strada per superare la criminalizzazione delle emergenze ostetriche che, come ha già sottolineato la Corte interamericana dei diritti umani, devono essere trattate come problemi di salute pubblica“. Queste le parole di Morena Herrera, presidente dell’organizzazione Gruppo Cittadino per la Depenalizzazione dell’aborto.

    30 anni di carcere per un aborto spontaneo, la battaglia legale continua

    Da parte sua l’avvocata di Esme, Karla Vaquerano, ha dichiarato che “il giudice ha agito con parzialità, accogliendo la versione della Procura generale, che era carica di imprecisioni e stereotipi di genere, per cui presenteremo senz’altro un appello“.
    Anche Esme ha assicurato che continuerà a combattereper mia figlia e per la mia famiglia“, ringraziando chi ha sostenuto la “mia battaglia contro l’ingiustizia“.
    Ad oggi in El Salvador 64 donne sono state rilasciate dopo l’incarcerazione per aver emergenze sanitarie durante la gravidanza. Questo grazie alla lotta di una ONG che anni fa ha lanciato la campagna “Libertà per le 17”. Per salvare altre donne che ancora sono in carcere dopo “sentenze inique“.

    La speranza e la necessità, anche in Italia, di non fare un passo indietro, fanno eco alle parole di Esme e delle migliaia di donne vittime ogni giorno della violenza patriarcale che non le vuole padrone del loro stesso corpo.

    Enrico Caccin

    Banner edizioni
    Banner edizioni
    Banner edizioni

    Le più lette

    Banner edizioni