venerdì, 20 Maggio 2022

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    HomeGuerra in UcrainaLa grande accoglienza zerotina: 50 profughi accolti nella comunità

    La grande accoglienza zerotina: 50 profughi accolti nella comunità

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    Emergenza Ucraina, Zero Branco: cittadini e parrocchie hanno offerto la loro disponibilità nell’ospitare i rifugiati ucraini

    Flag of Ukraine

    Sono già una cinquantina di profughi fuggiti dalla guerra in Ucraina accolti a Zero Branco. Alcuni cittadini hanno messo a disposizione degli appartamenti o parti delle loro stesse case. Il municipio ha autorizzato l’utilizzo di due alloggi comunali. E le parrocchie hanno aperto le loro braccia in seguito a una richiesta arrivata dalla Caritas, in prima fila sul fronte dell’accoglienza, assieme ai Comuni. Ad oggi nelle strutture delle parrocchie di Zero Branco sono arrivate 7 persone, tre donne e quattro bambini. “Nonna Svitlana, le mamme Vittoria e Vittoria, Anastasia di 9 anni, Seva di 7 anni, Alina di 5 e la piccola Alla di 4 anni – spiegano dalla collaborazione pastorale – li accogliamo con il nostro affetto e continuiamo a pregare per tutto il loro popolo”.

    Per quanto riguarda il municipio, sono stati individuati gli alloggi di via Pellico e di via D’Acquisto. “I precedenti assegnatari hanno revocato la convenzione, uno per l’ingresso in casa di riposo e l’altro per un trasferimento – specifica la giunta del sindaco Luca Durighetto – i due alloggi ora possono essere messi a disposizione in modo temporaneo e in via d’urgenza”.

    Gli altri profughi che si sono lasciati alle spalle le bombe che cadono in Ucraina hanno trovato ospitalità da parenti e amici che vivono nella Marca già da tempo. E a questi si sommano i trevigiani che hanno aperto le loro case. La permanenza non sarà breve. Anche per questo il Comune di Zero Branco sta valutando la possibilità di aiutare i propri cittadini che nel momento del bisogno hanno accolto senza pensarci due volte.

    Attualmente non sono previsti fondi specifici. “Ma stiamo valutando la possibilità di dar vita a una raccolta di fondi – apre il sindaco Durighetto – per dare un contributo alle famiglie che hanno accolto, almeno per contenere l’inevitabile aumento dei consumi e delle bollette, tra l’altro in un periodo particolarmente complesso anche su questo fronte”.

    La speranza è che possano arrivare dei contributi dalla protezione civile nazionale. Per il momento, però, si naviga a vista. Il discorso è diverso per le società e le cooperative che hanno risposto all’avviso della Prefettura, ancora in fase di valutazione, per allestire dei centri collettivi di accoglienza e delle reti con una serie di unità abitative: in questi casi è previsto un corrispettivo economico da 29,30 euro per profugo al giorno nei centri collettivi e da 24,57 euro per profugo al giorno nelle unità abitative. Fino ad ora nel trevigiano sono arrivati esattamente 3.030 profughi ucraini. Tanti sono stati i tamponi eseguiti dall’Usl della Marca per individuare eventuali positività al Covid. E 2.861 persone hanno deciso di fermarsi in provincia. Numeri che a quanto pare sono destinati a crescere in modo sempre più impetuoso.

    Mauro Favaro

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