domenica, 3 Luglio 2022

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    Ospedale di Piove di Sacco: le osservazioni dell’ex sindaco Conte

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    Riceviamo e pubblichiamo. Lino Conte: “Avendo amministrato Piove di Sacco come sindaco e consigliere per molti anni riporto alcune osservazioni: poiché sono uno di quei profeti che dichiara ora smentiti vorrei fare alcune considerazioni”

    Ospedale di Piove
    Ospedale di Piove

    Ho letto sul vostro giornale La Piazza di marzo 2022 l’illuminante intervista ad Andrea Recaldin  che esprime il suo pensiero in seguito alla attivazione presso il reparto di cardiologia dell’ospedale di Piove di Sacco di un sistema di mappatura 3D definita “raggi zero” utilizzata nella cura delle aritmie. L’entusiasmo dell’intervistato per la nuova apparecchiatura ha fatto si che Il suo pensiero si sviluppasse su tre punti in particolare, poiché si è lasciato andare ad affermazioni che chiamano in causa i profeti di sventura per la sopravvivenza dell’ospedale di Piove di Sacco che invece secondo lui è sempre più attivo e destinato ad un luminoso futuro. Ora poiché io sono sempre stato uno di quei profeti che Recaldin dichiara ora smentiti vorrei fare alcune considerazioni.

    Dice Recaldin, dopo la fantasiosa previsione di un impatto economico sulla saccisica di questa nuova attrezzatura: “numerosi rappresentanti della maggioranza di Piove di Sacco hanno sempre chiesto ed inveito per chiedere un ospedale generalista”. Probabilmente intendeva dire che si chiedeva un ospedale generale e non generalista. In realtà non si usa più il termine generale poiché la Regione che fa rivoluzioni anche sui nomi, definisce il nostro ospedale “Spoke” come Cittadella, Camposampiero, Schiavonia. A differenza degli altri tre ospedali però Piove di Sacco non ha la Pediatria, non è più punto nascite (a tal proposito ricordo che a Piove di Sacco era stato assegnato un centro di procreazione medicalmente assistita, mai attivata). Neurologia attende da anni un primario (previsto nelle schede), Oncologia non avendo più un primario è diventata una Unità semplice in dipartimento con Schiavonia, la neuroriabilitazione prevista non è mai stata attivata, manca la copertura del turno over in quasi tutti i reparti sia di personale medico che di comparto, sono state soppresse le Unità semplici di Oculistica e Laboratorio nell’ultimo atto aziendale, non c’è più ORL, i farmaci oncologici non sono più preparati a Piove di Sacco.

    Il personale non viene sostituito cosa invece che avviene per gli altri ospedali, il Pronto soccorso ha ridotto complessivamente la sua attività, ha pochissimi medici e si ricorre a medici a pagamento da Schiavonia (che né ha parecchi) o da cooperative. Che fine farà il Laboratorio dove poche analisi sono ormai fatte direttamente in loco. Serve una copertura di medici per l’area chirurgica, in particolare per anestesia e rianimazione, vero cuore del presidio, che finalmente vede un valido staff anche se ancora non completo (non c’è in rianimazione la doppia guardia). Tutto ciò dipinge uno scenario ben diverso da quello esposto da Recaldin che proteso a difendere le decisioni degli amici della Regione dimentica di essere Piovese. D’altro canto Recaldin quando facevamo presente le carenze dell’ospedale e i rischi che correva invece di intervenire  si limitava affermare che noi provochiamo danni all’immagine della struttura. Quindi io profeta di sventura politicamente attivo in consiglio comunale a Piove di Sacco per 28 anni confermo la mia storica convinzione sempre esposta e mai smentita che la tecnica dello stillicidio continuo non porterà un radioso futuro per l’oSpedale di Piove di Sacco, chi ha vita vedrà!

    Lino Conte

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