venerdì, 1 Luglio 2022

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    Recupero dell’ex Arsenale Austriaco a Verona

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    Un nuovo polo della cultura e dell’innovazione

    65 mila metri quadrati, un piano unitario di riqualificazione e una destinazione d’uso con un focus preciso: l’intero complesso militare dell’ex arsenale austriaco Franz Joseph I di Verona verrà restituito ai cittadini come Ars district. Ars come arsenale, ma anche come arti, relazioni e scienza, che saranno gli elementi su cui verterà tutto l’ecosistema del nuovo polo culturale veronese. (continua a leggere dopo la gallery)

    La grande opera di bonifica delle strutture ha visto nella seconda metà del 2020 l’inizio dei lavori e ospiterà un parco urbano, un mercato coperto e, principalmente, la nuova sede dell’Accademia delle Belle Arti, che attualmente conta quasi 750 studenti.

    Alla presentazione del progetto il sindaco di Verona Federico Sboarina ha precisato: «L’Arsenale diventerà polo di innovazione artistica, tecnologica e alimentare. Questo progetto organico di recupero, frutto di un anno di confronto con la città, prevede che l’intera struttura rimanga pubblica e che possa essere vissuta ogni giorno da cittadini e turisti per diverse attività».

    Il recupero sta procedendo per lotti: la palazzina di Comando con destinazione museale, la corte ovest per l’Accademia con un progetto di restauro reversibile, la corte centrale e la corte est.

    Il parco urbano ha la priorità, per renderlo fruibile prima possibile. Con la sua esplanade di 5 mila metri quadrati e la breccia nel muro novecentesco che lo collega a viale Della Repubblica sarà il cuore verde dell’Arsenale rigenerato.

    I lavori procedono nel pieno rispetto dei materiali al tempo utilizzati e dell’ originale “stile rotondo” tipicamente austriaco, perfettamente uniformato con il verde che lo circonda e il nuovo aspetto che assumerà il complesso dopo la riqualifica.

    Quattro le gru presenti nell’area, i cui lunghi bracci permettono di lavorare su più fronti accelerando l’iter complessivo.

    All’opera ha partecipato attivamente Tecno Crane, un’azienda del nostro territorio che si occupa di vendita, noleggio e montaggio gru. Anche grazie alla nuovissima gru Raimondi MRT 159 con braccio da 65m e altezza 42m e all’esperienza del team Tecno Crane che ha seguito il cantiere, il progetto conta sempre meno giorni alla sua conclusione.

    “Partecipare alla ristrutturazione di edifici storici in vista dello sviluppo culturale del nostro Paese è per noi un vanto ” commenta Nicola Pizzeghello, CEO Tecno Crane e capo della squadra montatori, “la nostra squadra ha messo in questo progetto, come in tutti quelli che seguiamo, tutta l’esperienza e le conoscenze maturate in tanti anni passati sulle gru.”

     

     

     

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