venerdì, 20 Maggio 2022

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    Venezia: a Ca’ Farsetti il progetto “Venezia come Boston”

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    Ieri pomeriggio a Ca’ Farsetti il Comune e l’università Iuav hanno presentato il progetto “Venezia come  Boston”

     

    Puntare al futuro e all’innovazione, in una città che è in grado da sempre di rispondere ai cambiamenti della storia con la sua capacità di adattamento e resilienza.

    È stato presentato nel pomeriggio di ieri, giovedì 12 maggio, a Ca’ Farsetti il progetto “Venezia come Boston“, una iniziativa portata avanti dall’Università Iuav di Venezia, con il sostegno del Comune di Venezia, che ha tra i suoi obiettivi quello di aumentare fino a raddoppiare la popolazione studentesca e, contestualmente, ridisegnare gli aspetti urbani e di gestione del territorio.
    A parlarne sono stati il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e il rettore di Iuav Benno Albrecht. Favorendo sinergie, è stato spiegato, tra istituzioni culturali, sociali ed economiche e insieme ai diversi livelli dell’amministrazione locale, regionale, nazionale, Venezia si candida a fare da apripista per alcuni processi, come sta avvenendo con il progetto “Capitale Mondiale della Sostenibilità” che intende costruire una città della green economy a misura umana.

    L’obiettivo è aumentare la popolazione studentesca puntando, insieme al Comune, sul ruolo innovativo delle università

    “Vogliamo guardare al futuro e alle nuove generazioni – ha spiegato Brugnaro – e consentire ai giovani di avere opportunità, attraverso attori importanti del territorio come Iuav, un’eccellenza a livello mondiale. Questa idea ambiziosa potrà funzionare con la collaborazione di tutte le componenti in campo. Iuav ha realizzato una grande progettazione che richiede impegno per la sua realizzazione. Ma abbiamo già avuto buone risposte dal Ministero e vogliamo portare avanti direttive che, partendo dall’Università, attraggano a Venezia tanti giovani che verranno a vivere la città”.

    Venezia, è stato sottolineato durante la conferenza, oggi è una città scelta come vetrina, luogo in cui i migliori risultati, conseguiti altrove, vengono qui messi in mostra. Per far diventare la laguna teatro di dialogo, incontro e produzione attiva occorre l’aumento significativo di una popolazione connessa alle attività del sistema coordinato di cultura, manifestazioni artistiche e università. La piccola dimensione della città storica unita alla sua attrattività globale consente, secondo le linee guida di questo progetto, di immaginare a Venezia un centro di studi culturali, artistici e scientifici all’avanguardia in campo internazionale e in grado di formare e di trattenere le migliori menti operanti nei campi della transizione sostenibile.

    “Il progetto per il futuro di Venezia si fonda sull’ipotesi dell’aumento significativo della popolazione studentesca – ha affermato il rettore Albrecht – e sul ruolo innovativo delle Università. L’Italia nei prossimi anni dovrà investire in formazione e ricerca e Venezia potrà essere il luogo chiave dell’intera operazione in Veneto. Raddoppiare gli studenti del polo universitario veneziano significa ridefinire in modo significativo dinamiche urbane, flussi, spazi della città storica, sistemi di trasporto e di collegamento per poter ospitare una comunità accademica dinamica, attiva e residente. Questa collaborazione con il Comune di Venezia offre al nostro Ateneo la possibilità di mettere al servizio della città competenze, idee, energie: dare forma al futuro di Venezia è un obiettivo ambizioso e di grande responsabilità, a cui dedicheremo tutto il nostro impegno”.

    Secondo le stime di Iuav, per raggiungere le medie italiane ed europee occorrerebbe aggiungere 60.000 studenti in Veneto. Venezia è il luogo dove è possibile immaginare l’incremento più significativo, con 30.000 studenti in più. Una condizione che porterà anche a ridisegnare non solo l’offerta accademica, ma anche e soprattutto le dinamiche urbane conseguenti. Iuav ha infatti realizzato un prospetto che configura anche una nuova viabilità in grado di mettere in comunicazione i vari poli e punti d’interesse, con l’obiettivo di avere un Campus tra terraferma e centro storico che si sviluppa lungo una direttrice di 20 km, come accade a Boston.

    “In questa fase storica – ha ripreso Brugnaro – si stanno creando, anche attraverso misure come il Pnrr, condizioni favorevoli per lo sviluppo. Occorre una unità di intenti a tutti i livelli. Da realtà come Iuav possiamo imparare come progettare, non solo in campo architettonico. Abbiamo la possibilità di sfruttare conoscenze che migliorino la nostra capacità di analisi, che possiamo applicare a tutti i campi. Per immaginare il futuro con un raggio d’azione il più ampio possibile”, ha concluso il primo cittadino.

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