sabato, 2 Luglio 2022

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    Vicenza, scoperta la lapide per i parà Usa caduti nel “Memorial day” alla caserma Del Din

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     A scoprire la lapide a Vicenza il col. Kloepper di ritorno dalla Lituania dopo due mesi e mezzo di schieramento Usa con la Nato

    Lo scoprimento della lapide alla caserma Del Din al “Memorial day”

    La comunità militare americana ha celebrato il “Memorial day” con lo scoprimento della lapide che ricorda i 42 caduti della 173esima brigata di paracadutisti in Afghanistan tra il 2007 e il 2008 durante l’operazione Enduring freedom III. La cerimonia s’è svolta alla caserma Del Din, con qualche giorno di anticipo rispetto alla data ufficiale del “Memorial day”, che cade l’ultimo lunedì di maggio. Erano schierati sul piazzale i battaglioni che compongono la 173esima brigata, arrivati anche dalla Germania.

    La lapide, che è arrivata a Vicenza via Usa dalla base di Fenty, che era situata all’aeroporto di Jalalabad, è stata scoperta dal col. Mike Kloepper che da meno di un anno è il comandante della 173esima brigata. Il colonnello è appena tornato da due mesi e mezzo di schieramento in Lituania: era partito ai primi di marzo con 400 soldati per la repubblica baltica all’indomani dell’invasione russa dell’Ucraina.

    I parà americani schierati sul piazzale della caserma Del Din

    Nessun accenno all’attualità nei discorsi ufficiali, naturalmente. La cerimonia è filata via sull’onda del protocollo e dei ricordi, tra i 21 spari a salve e le 92 rose gialle deposte alla base delle corone d’alloro poste sul piazzale a ricordare i parà caduti di tutte le guerre. Il discorso di commemorazione è stato tenuto dal colonnello in congedo Bill Ostlund, già comandante del 2° battaglione, 503° reggimento di fanteria in Afghanistan. Per 15 mesi ha comandato gli 811 soldati e ha ricordato quel periodo difficile, vissuto in una zona montuosa, naturalmente contesa tra le diverse fazioni, senza infrastrutture e senz’acqua.

    Ha ricordato il soldato scelto Timothy R. Vimoto, morto sei ore dopo essere arrivato in Afghanistan: fu la prima vittima e, ironia amara del destino, era il figlio di un altro militare in missione. Suo padre era il sottufficiale del reggimento, incarico che non esiste in Italia: era il primo sottufficiale di staff che lavorava a fianco del comandante.

    Un’altra vittima vicentina è stata il primo sergente Michael S. Curry, sepolto a Grantortino dove abitava assieme alla moglie Lucia, che era presente alla cerimonia e ha deposto una rosa alla lapide.

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