mercoledì, 17 Agosto 2022

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    A Cavarzere “Mi sento libero”, il progetto che abbatte le barriere architettoniche

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    Gli studenti inclusivi dell’Istituto d’Istruzione Superiore G. Veronese – G. Marconi di Cavarzere hanno presentato ad Albignasego il sollevatore e la pedana per agevolare l’ingresso in acqua a persone con difficoltà motorie, fisiche e sensoriali

    Ipsia Marconi
    Ipsia Marconi

    Le classi 1FA e 2F del corso IFP, accompagnati dai professori Erika Albertoni, Jader Tiozzo, Alessandro Bergantin e Giovanni Privato, hanno creato un sollevatore con annessa una pedana sensoriale con lo scopo di agevolare l’ingresso in acqua a persone con difficoltà motorie, fisiche e sensoriali.

    Il progetto denominato “Mi sento libero” si pone come obiettivo quello di abbattere le barriere architettoniche e favorire l’inclusività. Peraltro, è stato realizzato in tempi record; l’idea, nata dai professori durante l’estate scorsa, è stata creata dagli studenti in un solo mese.

    “I ragazzi hanno lavorato in orari scolastici ed extra scolastici dimostrando impegno, coscienza e dedizione verso la realizzazione di un progetto difficile” ha raccontato la professoressa Erika Albertoni che, insieme agli altri colleghi, ha voluto fortemente che questo progetto si realizzasse.

    Il sollevatore e la pedana sono stati inaugurati al “Dogland Park” di Albignasego (Pd), centro benessere, gioco ed educazione per amici a 4 zampe, gestito dal signor Marco Dainese e dal suo qualificato personale.

    Il centro è attrezzato con piscina per cani, toelettatura, area relax, area giochi per soddisfare al meglio le più disparate esigenze dei pelosi.

    All’evento erano presenti la Dirigente Scolastica la professoressa Daniela Boscolo, il vicesindaco di Albignasego Gregori Bottin e l’assessore alla Pubblica Istruzione di Cavarzere Stefania Sommacampagna.

    “Questo non è stato un anno scolastico facile – ha letto Luca, portavoce della 2F – ci sono state molte restrizioni, tante difficoltà, incomprensioni ed anche alcune delusioni. Però, quest’anno ci ha anche onorato di diverse gratificazioni: una vittoria inaspettata ad un concorso, il riconoscimento esterno su diverse originali creazioni e soprattutto la realizzazione di questo progetto. “Mi sento libero” è stato amato, odiato, osteggiato ma alla fine terminato in tempi record. È stato un progetto ambizioso che ci ha unito e disunito ma sempre e comunque entusiasmato. Sì, perché questa è la caratteristica di questo corso: l’entusiasmo che tutti ci invidiano e che vorrebbero avere…. Ma noi, d’altra parte, siamo solo noi”.

    I ragazzi, inoltre, hanno omaggiato le autorità con manifatture artigianali realizzate con materiali riciclati; alla dirigente Boscolo è stata donata una poltroncina ricavata da un fusto d’olio e ai rappresentanti dei due paesi (Bottin e Sommacampagna) dei fiori in ferro battuto.

    Benedetta Cesaro

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