mercoledì, 17 Agosto 2022

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    Canone antenne, è scontro politico a Noventa Padovana

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    Si anima la discussione per il canone antenne fra maggioranza e opposizione a Noventa Padovana

    Il “canone antenne” fa discutere maggioranza e opposizione a Noventa Padovana. Si tratta di un canone forfetario di 800 euro, introdotto dal decreto legislativo 77/2021 – per gli operatori che forniscono servizi di pubblica utilità di reti ed infrastrutture di comunicazione elettronica, ovvero per gli impianti collocati sul patrimonio indisponibile degli enti pubblici. Costituisce una sostanziale detassazione degli impianti in questione e comporta una perdita di gettito per i Comuni, con evidenti disparità rispetto ad impianti siti su aree private. Su questa scia l’amministrazione di Noventa Padovana decide di vendere, per circa 122.000 euro, l’area per “non imbarcarsi in cause pluriennali e dalla incerta soluzione” dice il sindaco Marcello Bano.

    “Macchè patrimonio indisponibile dell’ente – sostiene il consigliere Luigi Bisato della lista “Con Noventa” -. L’area in questione non ricade in questa fattispecie. Il canone di locazione è dovuto e non si applica il canone unico. Sono esclusi dal canone unico gli impianti su beni disponibili dell’ente, in questo caso la pubblica amministrazione si comporta come qualsiasi privato. In particolare l’area in questione è un’area destinata a servizi industriali artigianali con vincolo paesaggistico. Non si tratta di patrimonio indisponibile. Se si decide di vendere è per far cassa, subito. Noi pensiamo che sia meglio avere “un’uovo tutti i giorni, piuttosto che una gallina oggi”. Questa operazione è una smobilitazione e costituisce un danno. Il canone annuo è di circa 14.000 euro”.

    “Avremmo voluto mantenere il contratto così com’era. Il gestore dei servizi di antenna ci ha comunicato che sarebbe passato al pagamento degli 800 euro annui. L’alternativa sarebbe stata una causa di 40/50 anni – sostiene il sindaco Marcello Bano -. Si tratta di infrastrutture strategiche perché nessuno al giorno d’oggi sta senza smartphone o internet. Abbiamo fatto fare una stima e, insieme ai tecnici e ai legali abbiamo letto la normativa, conseguentemente abbiamo deciso di procedere con una perizia di stima asseverata e la alienazione del bene”.

    “Faremo accesso atti per raccogliere e verificare la documentazione su cui si basa questa scelta – sostiene Fabio Borina della lista “Con Noventa” -. Quello che viene messo in vendita non è un bene indisponibile e pertanto non è necessario vendere”.

    Nadia  Zorzan

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