giovedì, 11 Agosto 2022

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    Cavarzere: Desi Rubini, una vita dedicata al Karate

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    L’intervista alla karateka cavarzerana Desi Rubini: “Quando faccio una gara che va come volevo io, sento di aver già vinto”

    Desi Rubini
    Desi Rubini

    Dopo la medaglia d’oro conquistata alla “Tad cup Croazia”, la giovane karateka cavarzerana Desi Rubini ha aggiunto alla sua collezione un altro oro che ha vinto domenica 24 aprile agli Open d’Italia che si sono svolti a Riccione. Avvicinatasi al karate all’età di 7 anni grazie alla passione della sua mamma per questo sport, ha iniziato ad allenarsi a Cavarzere, sua città d’origine, sotto la guida dei maestri Ettore Mantovan e Devis Braggion, diventando atleta agonista a nove anni.

    A diciassette anni, però, Desi ha deciso di trasferirsi da sola a Venezia, affidandosi alla società “Karate club Borbiago” e stravolgendo la sua vita di adolescente, certa che la scelta di dedicare tutta se stessa a questo sport fosse la scelta giusta.

    Dopo i tre anni passati a Venezia si è poi tesserata al “Treviso karate” trasferendosi a Treviso dove risiede tutt’ora.

    Desi, cos’è per te il karate? Ti ha mai privata di qualcosa?

    “Il karate è sempre stata la mia passione più grande. Ricordo che già da piccola, appena aprivo gli occhi alla mattina, il mio primo pensiero era rivolto all’allenamento. Non vedevo l’ora. Più che privato direi che non mi ha concesso alcuni svaghi che hanno tutti i ragazzi della mia età, per esempio, le uscite con le amiche o gli aperitivi. Non mi riferisco solo ai periodi prima delle gare ma anche in periodi di allenamento lontani dalle competizioni perché davo tutto in allenamento e non avevo né voglia né energie di uscire dopo di essi. Il karate, oltre ad essere uno sport, è una scuola di vita, ti insegna a vivere bene per rendere il massimo del tuo potenziale sia fisico che mentale”.

    Come hai conciliato gli allenamenti con la scuola?

    “Gli allenamenti sono sempre stati una costante nella mia vita. A scuola ero brava, avevo dei bei voti. Sicuramente ha influito molto la presenza di mia mamma. È una donna rigorosa, attenta e ha sempre cercato di farmi capire quale fosse la cosa giusta da fare. Ricordo che c’era un patto tra di noi: dovevo andare bene a scuola così potevo andare a fare gli allenamenti. Ovviamente, se avessi preso un brutto voto, la palestra l’avrei vista solo nei miei sogni. Per questo motivo ho sempre cercato di dare il massimo anche a livello scolastico”.

    Cosa provi quando sali sul podio? Hai dei riti scaramantici e/o dei porta fortuna prima di una gara?

    “Salire sul podio è una bella soddisfazione. In realtà, però, quando faccio una gara e va come io mi ero prefissata che andasse, sento di aver vinto. Non è necessaria la presenza di una medaglia; a me basta dare il massimo. Per esempio, una volta ho vinto l’argento ma non smettevo di piangere perché avevo combattuto male, al di sotto delle mie capacità e sentivo di non aver fatto bene. Le medaglie sono un qualcosa in più. Ho tre riti scaramantici: batto il dieci al mio allenatore, prima di entrare sul Tatami trascino i piedi per caricarmi e poi mi batto sul petto. Il porta fortuna sta per arrivare: un elastico per i capelli con un’incisione da parte del mio fidanzato Davide”.

    Ora studi anche Commercio Estero all’università Cà Foscari. Cosa vuoi fare da grande?

    “Il mio sogno è quello di aprire una società tutta mia, nella quale i miei allievi possano ricevere tutte le attenzioni che io in questi anni ho dovuto cercarmi da sola, per esempio, il supporto di figure competenti tipo fisioterapista, psicologo e nutrizionista. Oltre ad insegnare sto studiando economia proprio per occuparmi anche della parte commerciale e di tutto ciò che sta dietro le quinte”.

    Le sfide per Desi però non finiscono qui: dopo il Campionato Italiano Universitario di Cassino, dal 10 al 12 giugno sarà a Il Cairo per le pre-qualificazioni olimpioniche sempre accompagnata dalla promessa che ha fatto a se stessa di fissare l’obiettivo e perseguirlo fino alla fine, senza fermarsi mai.

    Benedetta Cesaro

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