giovedì, 9 Febbraio 2023

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Chioggia: l’abolizione dell’esenzione dell’Irpef scatena lo scontro

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La proposta portata all’attenzione del Consiglio comunale di Chioggia dal sindaco riguarda i redditi al di sotto dei 17mila euro

Tasse e politica. Queste due parole che da lustri viaggiano “a braccetto” sono per molti comuni lavoratori la causa di non pochi mal di pancia. Chiunque eserciti l’azione di governo (sia esso locale, regionale o nazionale) deve per forza di cose scontrarsi con l’esigenza di “mettere mano alle tasche” dei cittadini. Non fa eccezione Chioggia e la sua nuova Amministrazione che, capitanata dal sindaco Mauro Armelao, ha portato all’attenzione del Consiglio Comunale la proposta, per il nuovo bilancio previsionale, di abolizione dell’esenzione dal pagamento dell’addizionale comunale Irpef per i redditi sotto i 17000 euro. Situazione che interpretata con gergo calcistico, somiglia ad un rigore a porta (quasi) vuota per innescare polemiche e prese di posizione.

Tra la minoranza in consiglio, il più agguerrito è sembrato Daniele Secco del M5S, che dichiara “dopo tante promesse elettorali la resa dei conti è arrivata. Tutta la minoranza è stata compatta per evidenziare lo sbaglio dell’amministrazione a non trovare le risorse necessarie per mantenere l’esenzione dell’addizionale comunale Irpef per i redditi sotto i 17.000″.

Lo stesso Stecco, che rivendica l’iniziativa di cercare di evitare l’aumento durante le prossime sedute, punta il dito anche contro la potenziale abolizione di un’agevolazione Imu per terreni edificabili.

“La giunta ha tolto la riduzione del 30% per i terreni edificabili fuori dall’area del consolidato e la scusa data in consiglio è poco convincente” chiosa l’esponente pentastellato, che chiude con un laconico: “Per chi ha promesso mari e monti si è trovato l’amara verità”.

Non tarda ad arrivare a stretto giro la presa di posizione dell’Amministrazione, con lo stesso Armelao che si sofferma proprio su quest’ultimo punto.

In realtà la giunta non ha fatto altro che decidere di non confermare una misura che sin dall’inizio era temporanea – precisa Armelao, che poi aggiunge – si legge, infatti, nel deliberato del provvedimento giuntale n. 118/2019 con il quale è stata decisa per la prima volta la misura agevolativa, che la riduzione del 30% del valore venale di (solo) alcune delle aree edificabili del Comune avrebbe avuto efficacia dal 1° gennaio 2019 al 31/12/2019, poi prorogata, senza alcuna giustificazione, di anno in anno sino al 2021”.

Il Sindaco puntualizza come la previgente agevolazione tributaria fosse palesemente arbitraria, destinata solo ad alcune aree e come la circostanza fosse nota e segnalata anche dagli stessi contribuenti.

“Da qui la scelta di riportare ad equità le misure tributarie in questione nella consapevolezza di avere agito nel rispetto dell’interesse pubblico ad una corretta e proporzionale ripartizione del gettito fiscale”.

Luca Rapacciuolo

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