martedì, 16 Agosto 2022

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    Chioggia, settore della pesca in agitazione

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    Manifestazioni di protesta e lo stop delle attività. L’impennata dei prezzi mette in ginocchio il mondo della pesca a Chioggia.

    Continua l’agitazione per l’intero mondo della pesca chioggiotto e nazionale. L’impennata dei prezzi del carburante infatti, che non sembra destinato ad esaurirsi in tempi ragionevoli, sta mettendo in ginocchio intere famiglie. Ecco allora che la flotta peschereccia clodiense ha deciso per settimane lo stop delle attività; accendendo i motori delle imbarcazioni solo nella giornata di venerdì 27 maggio per una manifestazione di protesta davanti alla Capitaneria di Porto di Venezia, assieme alle rappresentanze delle marinerie di Caorle e Porto Tolle.

    Agitazione del settore pesca a Chioggia, tra le proposte quella di un “fermo facoltativo”

    Una “rete di solidarietà” costruita per portare all’attenzione delle istituzioni il disagio di gente che non ce la fa più, soffocata anche dagli aumenti di altre materie prime (es. il polistirolo usato nelle cassette per lo stoccaggio del prodotto o il materiale usato per la realizzazione delle reti). Dalle Capitanerie e soprattutto da Roma, per il momento, non arrivano segnali incoraggianti. Le finestre di dialogo restano aperte ma, come sovente accade, il problema è legato ai tempi. I pescatori chiedono che qualcosa venga fatto al più presto. Tra le proposte finite sui tavoli dei Ministeri, quella di un “fermo facoltativo”.

    In sostanza si tratterebbe di consentire a ciascuna imbarcazione di scegliere se “uscire” in mare o meno (non tutte le tipologie di pesca sono uguali); garantendo parallelamente, per chi tiene i motori spenti, una sorta di sovvenzione di emergenza.

    Le istituzioni qualcosa per il settore lo avevano già fatto; concedendo a marzo un credito d’imposta per la  riduzione del 20% dei prezzi per il carburante (solo per il primo trimestre 2022), oltre alle cassa in deroga. Il problema però resta sempre legato ai tempi in cui effettivamente i ristori arriveranno. L’intera questione peraltro va inserita nel contesto di una richiesta di pescato crescente; con i consumi post-pandemia in netta ripresa (in particolare nel settore della ristorazione).

    Luca Rapacciuolo

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