domenica, 3 Luglio 2022

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    Di Maio lascia il Movimento 5 stelle, i numeri e l’analisi

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    M5s, la scissione di Di Maio: “Oltre 60 parlamentari nel nuovo gruppo”. C’è già il nome: “Insieme per il futuro”. Di Battista: “Il futuro? Il suo

    Tanto tuonò che piovve. Dopo lo strappo e le accuse incrociate con gli ormai ex colleghi del Movimento, il ministro degli Esteri ha messo in atto la separazione definitiva. Separazione giustificata dallo scontro sulla bozza di risoluzione che chiedeva lo stop all’invio delle armi in Ucraina. Di Maio è arrivato sabato scorso ad accusare alcuni colleghi M5s di “disallineare l’Italia da Nato e Ue”. Poi lo strappo.
    L’ha fatto portando con se più di 50 parlamentari, “puntiamo ai 60 iscritti” dicono voci vicine al Ministero degli esteri. Per formare un gruppo parlamentare, infatti, servono 20 deputati alla Camera e 10 in Senato.
    Insieme alle indiscrezioni dello strappo, ha iniziato a circolare anche la lista di chi ha deciso di seguire l’ormai ex leader M5s. I numeri sono cambiati più volte nel corso del pomeriggio, ma su queste basi Di Maio può contare sul sostegno minimo per continuare a giustificare la sua permanenza all’esecutivo. Il nome del gruppo parlamentare? “Insieme per il Futuro”.

    La scissione di Di Maio come Renzi, ecco la lista di chi lo segue in parlamento

    Oltre ai fedelissimi Primo De Nicola e Simona Nocerino, gli altri senatori risultano essere: Trentacoste, Campagna, Presutto, Castiello, Corbetta, Lorefice, Vaccaro e Donno (già eletta anche nel 2013).
    Alla Camera sono almeno 24: i fedelissimi al secondo mandato come Vacca, Battelli, Del Grosso, Ruocco e il questore della Camera Francesco D’Uva. Ma anche la viceministra all’Economia Castelli e il sottosegretario agli Esteri Di Stefano (entrambi al secondo giro). Naturalmente Vincenzo Spadafora (al primo mandato) mentre si parla anche del viceministro della Salute Pierpaolo Sileri. Il Movimento 5 stelle finora poteva contare su 155 deputati e 72 senatori.
    Di Maio (che non ha più un partito) controlla 51 parlamentari e Renzi (che ha un partito senza peso elettorale) ne ha 43. Le similitudini sono decisamente molte per i due principali oppositori di Giuseppe Conte.
    Il dato preoccupante che emerge è che 94 parlamentari (ovvero il 10% del totale) sono controllati da due gruppi-persona, fidelizzati in maniere forse non ideologiche.

    Lo sfogo di Di Battista: “traditore, insieme per il futuro di Di Maio”. Ma quale futuro?

    Nel silenzio di Giuseppe Conte e vice, il primo a commentare è stato l’ex deputato e (per ora) ex esponente 5 stelle Alessandro Di Battista: Non ha alcun diritto di governare con tutti per portare a casa comode poltrone. Si chiama ignobile tradimento” ha sentenziato rincarando la dose su Instagram: “Insieme per il futuro? Il futuro di Di Maio”.
    Proprio quest’ultimo è l’interrogativo principale: quale sarà il futuro di Di Maio? Difficile basarsi sui consensi legati al Movimento, si smarca dalla possibilità di un partito personale. Si dice guardi al 2023, a una formazione che “parta dai territori, dalle esperienze degli amministratori locali e delle liste civiche”. Si specula sul sindaco di Milano Beppe Sala come interlocutore.
    Quel che è certo è che Di Maio ed i suoi fedelissimi ora non hanno più il vincolo del secondo mandato, mentre Draghi può contare su un gruppo parlamentare più vicino, diverso dal vecchio M5s che ne criticava il poco dialogo, specie sulla politica estera.

    Enrico Caccin

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