mercoledì, 17 Agosto 2022

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    HomeVenetoAttualitàElezioni, Verona: Sboarina rifiuta l'accordo con Tosi, centrodestra diviso

    Elezioni, Verona: Sboarina rifiuta l’accordo con Tosi, centrodestra diviso

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    In vista del ballotaggio, Flavio Tosi e Forza Italia hanno proposto un accordo al candidato Federico Sboarina e a Fratelli d’Italia, ma il sindaco uscente non ci sta. Tosi: “Un assist al centrosinistra”

    Federico Sboarina
    Federico Sboarina

    “Nonostante gli sforzi profusi con senso di responsabilità da Forza Italia per il dialogo e l’unità del centrodestra – in primis dal Presidente Berlusconi -, Sboarina e Fratelli d’Italia oggi hanno deciso di spaccare il centrodestra a Verona e di offrire un pericoloso assist alla sinistra”. E’ il commento di Flavio Tosi in merito alla scelta del candidato sindaco Federico Sboarina di non unire le forze nel suo percorso politico in vista del ballottaggio del prossimo 26 giugno, nonostante il suo 32,63% di preferenze contro il 39,81% del candidato di centrosinistra Damiano Tommasi.

    “Il cuore della maggioranza dei veronesi batte già unito nel centrodestra a prescindere dai tecnicismi e dallo spostamento di uno o più simboli da una parte all’altra della scheda elettorale – ha infatti affermato il sindaco uscente ancora in corsa Federico Sboarina -. Ringraziamo Tosi e Forza Italia per l’apertura ufficiale all’apparentamento, così come il presidente Silvio Berlusconi che nelle scorse settimane aveva già dichiarato che il suo partito al ballottaggio avrebbe appoggiato chi nell’alveo del centrodestra avrebbe preso più voti, ma la nostra è una scelta di coerenza, senz’altro coraggiosa, però rispettosa dell’elettorato, e per noi quest’aspetto viene prima di ogni altra cosa. Siamo contenti dell’appoggio di Forza Italia, che riunisce il centrodestra in unica casa”.

    “Noi il contratto abbiamo deciso di firmarlo direttamente coi veronesi – continua il candidato sindaco -, e non all’interno dei palazzi per mezzo di un apparentamento tecnico che non sarebbe stato apprezzato dai cittadini e avrebbe regalato alla sinistra, per una stranezza della legge, un maggior numero di consiglieri comunali. Auspichiamo un grande incontro pubblico di tutta la famiglia di centrodestra in grado di garantire sin d’ora un percorso amministrativo comune e trasparente nell’interesse della città, perché i veronesi di centrodestra condividono per natura la stessa visione del lavoro, della famiglia, della sicurezza, del sociale, dello sviluppo della città, della difesa delle nostre tradizioni.

    Per queste ragioni riteniamo che anziché un apparentamento tecnico al ribasso sia più importante impegnarci per un grande accordo programmatico che definisca insieme la miglior squadra possibile al servizio di Verona”.
    Saranno i nostri valori e progetti ad accendere l’entusiasmo della nostra gente, di nuovo unita, e a portarla in massa il 26 giugno a riaffermare l’identità e l’orgoglio del centrodestra di Verona che non può permettersi di rimpiombare ai tempi bui di Paolo Zanotto, tra il 2002 e il 2007, unica e drammatica amministrazione di centrosinistra”.

    E conclude: “Ora è una scelta di campo: competenza e concretezza contro improvvisazione e ideologie. Ora si decide il futuro della città dei prossimi 40 anni: proseguire con le grandi opere e continuare a creare lavoro e benessere in piena sintonia e collaborazione col buongoverno regionale di Luca Zaia, o fermare bruscamente la crescita di Verona condannandola all’isolamento e alle vuote battaglie di una sinistra lontana anni luce dalle vere esigenze dei veronesi”.

    Verona, Sboarina rifiuta l’appoggio di Tosi: “Delusione per il 24% degli elettori veronesi”

    Di tutt’altro avviso è invece Flavio Tosi, che afferma: “Ne prendiamo atto, con profondo rammarico e soprattutto immaginando lo sconforto e la delusione del 24% degli elettori veronesi (e di quasi la metà degli elettori del centrodestra) che hanno votato Tosi e Forza Italia al primo turno, dando fiducia a una visione liberale, dinamica, pragmatica e di buon governo della città. Lanciare generiche chiamate al nostro elettorato quando platealmente non se ne rispetta la volontà, è un esercizio velleitario, miope, senza prospettiva. Come si può fare appello a tutto il popolo del centrodestra, se la metà di questo non troverà sulla scheda per il ballottaggio i simboli ed i riferimenti ai quali ha dato fiducia al primo turno? E si pretende pure che quel 24% venga rappresentato in Consiglio Comunale da degli eletti tra le fila della minoranza…”.
    “Noi non abbiamo chiesto poltrone o assessorati sottobanco – conclude Tosi -, ma solo di applicare in modo chiaro e trasparente la legge sui ballottaggi. Il rifiuto aprioristico denota immaturità politica ed è un errore madornale perché rischia di consegnare una città di centrodestra come Verona, baluardo dei valori liberali e moderati, alla sinistra”.
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