domenica, 3 Luglio 2022

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    HomeVenezianoRiviera del BrentaMira: Villa dei Leoni a realtà aumentata

    Mira: Villa dei Leoni a realtà aumentata

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    Contarini la fece costruire nel 1558, e fu la sua residenza di campagna lungo il Brenta.

    Una bella novità per la Riviera Del Brenta. Villa dei Leoni sarà la prima villa veneta con la realtà aumentata. Dentro la villa saranno fatti dei lavori di efficientamento energetico e potenziati i collegamenti a banda larga. Il progetto è stato presentato dal Comune di Mira nelle scorse settimane e ha riscosso il grande entusiasmo degli operatori turistici della zona. In villa sarà possibile dialogare con i personaggi dei dipinti del Tiepolo, ma anche volare nel tempo e ripercorrere i punti salienti della storia di Mira e del suo territorio, da Sant’Ilario ai fasti del periodo veneziano, all’arrivo della rivoluzione industriale. La villa, affacciata sul Naviglio del Brenta fu residenza del nobile veneziano e Procuratore di San Marco Federigo Contarini. Contarini la fece costruire nel 1558, e fu la sua residenza di campagna lungo il fiume Brenta. Villa Contarini, oggi è nominata “dei Leoni” per i due leoni posti ai lati della scalinata centrale d’entrata realizzata nel XIX secolo. Il complesso comprende, oltre alla Villa, la Barchessa e l’Oratorio. La villa dopo i Contarini ha avuto vari proprietari fino ai Pisani i quali nel 1745 commissionano un ciclo di affreschi a Giambattista Tiepolo (1696 -1770), che si cimentò con un soggetto storico celebrativo: la visita del re Enrico III di Valois del 1574. “L’iniziativa mira– spiega il Comune – punta a far diventare Villa dei Leoni una sede espositiva innovativa e di forte richiamo, anche in ottica turistica, con una valorizzazione del rapporto con il fiume e la Riviera e i suoi visitatori. La realtà aumentata di Villa dei Leoni è un passo importante verso il futuro della città d’arte e il suo essere speciale, rendendola meta turistica e punto d’incontro”. Si parte questa estate. Nelle scorse settimane il Comune  di Mira in collaborazione con l’Università di Venezia ha presentato un progetto di valorizzazione del sito archeologico di San Ilario grazie ad un gruppo di lavoro che da anni si occupa di ritrovare reperti nell’area.

    Alessandro Abbadir

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