mercoledì, 17 Agosto 2022

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    “Salviamo il 700 a Scorzè”, i cittadini si mobilitano per rilanciare il patrimonio culturale

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    Territorio. Appello sulla rete per salvare il patrimonio storico e culturale di Scorzè

    Municipio Scorzè

    Parte da un post su Facebook – e ha già ottenuto un numero considerevole di assensi e commenti, l’idea per rilanciare le visite storiche del Comune di Scorzè per il periodo legato al sedicesimo e diciasettesimo secolo, presente soprattutto con edifici storici in parte non sfruttati come si potrebbe. Si chiama “salviamo il “700 a Scorzè” l’idea lanciata da alcuni residenti on line tramite le pagine facebook dedicata alla città. “Se arriviamo a Scorzè da Treviso, dopo il semaforo all’incrocio con la strada Castellana– scrivono sul primo dei già numerosi post dedicati a questa idea – entriamo subito nel centro storico del paese. Accanto alla chiesa osserviamo un vecchio fabbricato a tre piani, chiamato dai più anziani il “Vaticano”. All’origine di questo nome vi è la funzione che tale edificio svolgeva fino a qualche tempo fa. Era infatti il fabbricato più grande del paese ed era adibito a granaio ed abitazione dei contadini e dipendenti della nobile famiglia Soranzo, che possedeva gran parte del territorio, oltre all’omonima villa. Oggi questo edificio appare sapientemente restaurato e riportato quasi al suo aspetto originale, tanto che offre uno scorcio piacevole della Scorzè di allora, che le persone native e un po’ più anziane ricorderanno bene”. Al positivo, poi, si aggiunge la prima richiesta: “un altro importante edificio, chiamato “ex consorzio” in origine era la barchessa di Villa Orsini. Purtroppo, lo vediamo ormai da molti anni in uno stato di abbandono, nella peggiore esibizione di sé. Recuperare il suo originale aspetto aprendo i suoi portici e con dei piccoli restauri interni per scopi culturali (visto il vincolo delle Belle Arti di Venezia e la classificazione agli atti del Comune per uso culturale), farebbe rifiorire questo angolo del paese in tutta la sua bellezza, in una zona dove sono già presenti la chiesa, la canonica, la villa Orsini, il Palazzo Barbiero. Purtroppo oggi la gente pensa a progettare tutto ciò che fa metri cubi in più, invece di recuperare i beni del passato. Questa sensibilità rispetto all’importanza dell’arte che il tempo ci ha lasciato manca in particolare a coloro che operano nel nostro paese, anche perché spesso non sono nativi di questa terra e pertanto sono meno inclini al recupero del nostro passato”. La richiesta di interventi è stata presa seriamente da molti cittadini, tanto che ora è già in progetto una richiesta ufficiale di intervento del Comune per lo meno per la verifica della fattibilità. “Ci affidiamo alla sensibilità degli scorzetani doc- concludono dalla pagina -. Di dare voce con forza a questa idea, perché possa realizzarsi prima che sia troppo tardi”.

    Massimo Tonizzo

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