mercoledì, 29 Giugno 2022

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    HomeVicentinoVicenzaSchio e violenza sulle donne: "Serve uno sportello per rieducare gli uomini"

    Schio e violenza sulle donne: “Serve uno sportello per rieducare gli uomini”

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    La proposta a Schio lanciata dall’associazione “Donne per le donne”

    Uno sportello per rieducare gli uomini maltrattanti nell’Alto vicentino. È questa la proposta che l’associazione Donne per le donne, nata nel 2008 su iniziativa di un gruppo di volontarie e componenti della Commissione comunale pari opportunità di Schio, vuole attuare nel territorio cercando la sinergia dell’Ulss 7 e il supporto della comunità locale.
    L’associazione opera dal 2014 con un servizio di consulenza legale gratuita per donne in situazioni di disagio in convenzione con l’ordine degli avvocati e in collaborazione con il Centro antiviolenza del Comune di Schio. Per discutere della sua iniziativa terrà una tavola rotonda lunedì 27 alle 20.30 nella sala espositiva del Lanificio Conte dal titolo: “Vogliamo vivere, aiutiamoci ad uscirne”.
    Ospiti della serata saranno l’ispettore Renato Battistin, vicedirigente ufficio volanti questura a Vicenza, Michele Carotta, avvocato e presidente dell’Ordine avvocati, Cristina Marigo, avvocato e assessore alle politiche sociali del Comune di Schio e Lina Scarpari, psicologa e responsabile del centro antiviolenza del Comune di Schio.
    L’incontro nasce in seguito ai recenti fatti di cronaca che hanno visto l’uccisione di due donne nel vicentino per mano dello stesso uomo. “Il nostro intento è sensibilizzare la comunità locale sulle situazioni oggi problematiche della condizione femminile con una particolare attenzione alla violenza di genere – spiega Désirée Ghiotto, segretaria dell’associazione – Il nostro progetto vuole coinvolgere le figure istituzionali, la conferenza sindaci del distretto 2 Alto vicentino dell’Ulss 7 e la stessa Ulss affinché venga presa in considerazione l’apertura di uno sportello di prevenzione e recupero per uomini maltrattanti come avvenuto ad esempio a Modena e in altre città italiane. Affrontare il problema dei femminicidi implica allora la capacità di agire sia nei confronti delle vittime, con forme diverse di assistenza, sia sugli uomini violenti con interventi di prevenzione e con una qualificata presa in carico per le situazioni più complesse. Il nostro scopo, infatti, è che lo sportello sia aperto da struttura pubblica o che venga supervisionato dal settore pubblico. La proposta del monitoraggio del servizio pubblico serve a garantire e verificare la formazione e l’applicazione di protocolli”.
    Désirée Ghiotto conclude: “Come associazione siamo sempre più convinte che il problema della violenza maschile sulle donne riguarda l’intera comunità e vada affrontato con una molteplicità di strumenti: legislativi, formativi con gli operatori sociali e sanitari, educativi con opportuni e qualificati interventi in ambito scolastico e culturale. La nostra esperienza di volontarie nello sportello di consulenza legale ci dimostra che c’è interesse a conoscere meglio il problema. Confidiamo che la nostra proposta possa andare in questa direzione e che la riflessione che seguirà la tavola rotonda possa rivelarsi un’utile occasione di confronto”.
    Sara Panizzon

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