mercoledì, 17 Agosto 2022

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    Treviso, il terziario e la sfida della ripresa

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    Il terziario trevigiano e la sfida della ripresa. A Treviso restano invariati occupazione e investimenti, ma cala la fiducia.

    Aumento dei prezzi di energia, forniture e logistica e la preoccupazione per il conflitto in Ucraina pesano (ma meno che a livello nazionale) su commercio, turismo e servizi della provincia. Il clima generale di fiducia diminuisce, ma le 37mila imprese del terziario (commercio, turismo, servizi) della Marca affrontano la crisi lasciando invariati i livelli occupazionali e continuando a impegnarsi negli investimenti che avevano programmato. La volontà di far fronte alla crisi c’è, nonostante l’aumento esponenziale dei costi dell’energia, delle forniture, dei servizi di trasporto e logistica.

    È quanto emerge dal primo report dell’Osservatorio congiunturale del 2022, progetto avviato lo scorso anno dall’Unione provinciale Confcommercio con Barca Prealpi SanBiagio per indagare trimestralmente l’andamento dell’economia terziaria del territorio trevigiano. La ricerca è stata condotta a marzo, nel pieno dello scoppio della guerra in Ucraina e dell’aumento dei costi dell’energia, con interviste a 500 imprese campione nei quattro mandamenti, analizzando quattro ambiti fondamentali: clima di fiducia, congiuntura economica, liquidità e credito, impatto del conflitto, oltre alla valutazione dell’impatto che l’impennata dei prezzi energetico ha nelle imprese.

    Calo di fiducia del settore terziario di Treviso

    Solo il 2% del campione intervistato ha affermato di voler far fronte alle nuove difficoltà riducendo i propri organici e solo il 6% intende ridurre o annullare gli investimenti programmati. L’analisi mostra però, complessivamente, un calo di fiducia da parte delle imprese del terziario trevigiano, con un indicatore – che pur rimanendo superiore al dato medio nazionale – passando dal 46 del trimestre precedente a 37. Rapportando il clima di fiducia con riferimento all’andamento della propria attività economica, Treviso ha un livello misurato in 43 (era 49 nell’ultimo trimestre del 2021), mentre il dato medio italiano è pari a 40. La voce “ricavi” mostra una sostanziale stabilità e nell’insieme, considerato anche il periodo pasquale, il terziario di Marca resiste.

    Stabile andamento occupazionale del terziario a Treviso

    Stabile l’andamento occupazionale, con un indicatore prospettico pari a 42, che fa ben sperare in vista della stagione estiva. Punto critico per il 94% del campione è, a partire dalla fine dello scorso anno, l’incremento dei prezzi dei servizi di luce e gas, che fanno prevedere extra costi pari, in un anno, a +1,84 miliardi di euro (+164%). Il 78% lamenta, sempre dalla fine del 2021, l’incremento dei prezzi dei prodotti alimentari e non, oltre all’aumento dei costi della logistica.

    A Treviso le imprese del settore terziario sanno far fronte alla crisi

    Resta invece stabile la capacità di far fronte al proprio fabbisogno finanziario, nonostante il dato che emerge sia lontano dalla situazione precedente la pandemia da Covid-19, ma sembra testimoniare la capacità delle imprese terziarie trevigiane di far fronte alla crisi. A richiedere un finanziamento o un affidamento o la rinegoziazione di un prestito in essere nel primo trimestre di quest’anno è stato il 31% delle imprese. L’82% ha ottenuto senza problemi il credito di cui aveva bisogno. Infine, per quanto riguarda l’impatto che la guerra in Ucraina ha o può avere sull’andamento delle attività economiche, il 35% delle imprese giudica rilevante questa possibilità e il 60% ritiene che il conflitto avrà un impatto più significativo o uguale rispetto alla crisi provocata dalla stessa pandemia.

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