giovedì, 11 Agosto 2022

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    Treviso, piano Pandemico dell’Ulss 2 a Zambon

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    Piano pandemico dell’Ulss 2 a Zambon, ex capo dei ricercatori dell’Oms per l’Italia. Il medico di Treviso affiancherà il direttore sanitario.

    Durante l’emergenza da Covid-19 entrò in conflitto con i vertici dell’Organizzazione, denunciando di aver ricevuto pressioni dopo la pubblicazione del report sulla gestione dell’emergenza sanitaria

    Era a capo dei ricercatori dell’Organizzazione mondiale della sanità che hanno scritto il piano pandemico italiano. Ora è diventato dirigente medico della sanità pubblica, vincendo un concorso dell’Ulss 2 Marca trevigiana per il quale era difficile, considerata la sua presenza e soprattutto il suo curriculum, competere. In mezzo ci sono stati due anni che hanno visto Francesco Zambon protagonista di una vicenda culminata con le sue dimissioni, dopo lo scontro con i vertici dello stesso Oms proprio su quel report sullo stato della gestione emergenziale della pandemia in Italia, con la denuncia di aver ricevuto pressioni.

    Il 48enne trevigiano di origine vittoriese adesso sarà chiamato a predisporre proprio per l’azienda socio-sanitaria della sua città il piano pandemico 2021-2023. Ma non solo. Zambon affiancherà il direttore sanitario Stefano Formentini con una delega speciale di consulente per l’infettivologia e l’epidemiologia. Con grande soddisfazione del direttore generale Francesco Benazzi e anche del presidente della Regione Luca Zaia che, in occasione dell’inaugurazione del centro trapianti di midollo osseo allogenico, hanno commentato la notizia – trapelata prima ancora che la delibera di incarico fosse pubblicata – facendo capire che Treviso si è accaparrata un pezzo da novanta e che ha tutte le inten- zioni di mettere a disposizione della comunità le sue grandi competenze.

    Zaia su Zambon a Treviso: “grande curriculum ed esperienza internazionale”

    “Per Zambon parlano il suo curriculum e la sua grandissima esperienza internazionale, che arricchisce l’azienda trevigiana e disegna la sanità del futuro, sempre più in rete a livello internazionale”, ha detto il governatore veneto. Un’autentica risorsa, Zambon, che sarà presto affiancato da un altro nome illustre (ma fino ad oggi tenuto bene in serbo da Benazzi) di livello internazionale.

    La vicenda di Zambon

    La vicenda che ha portato l’ex ricercatore dell’Oms, con sede a Venezia, alla ribalta delle cronache non solo nazionali – e che ha raccontato nel libro “Il pesce piccolo. Una storia di virus e segreti” (Feltrinelli), i cui incassi sono stati devoluti all’Ordine dei medici – è strettamente legata alla pandemia da Covid-19: Zambon nel maggio del 2020 pubblicò un rapporto di 102 pagine sul sito dell’Oms, ritirato dopo soli tre giorni perché secondo l’Organizzazione “conteneva molti errori”, dove sosteneva che il piano pandemico italiano più recente risalisse al 2006 e fosse stato copiato senza modifiche ogni anno fino all’ultima versione del 2017. Secondo lo studio, l’assenza di un piano pandemico aggiornato ha contribuito alla gestione caotica delle prime fasi della crisi sanitaria italiana.

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