mercoledì, 17 Agosto 2022

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    Treviso, turismo: l’analisi di Francesco Redi

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    Francesco Redi, imprenditore e ideatore della Tiramisù World Cup, analizza presente e futuro del turismo a Treviso.

    “Il successo del ponte del 2 giugno bisogna prenderlo e portarlo a casa. Perché tutto il movimento turistico che c’è stato va comunque considerato per quello che è: un successo”. Il trevigiano Francesco Redi è una delle menti più brillanti di riferimento quando si parla di turismo, in particolare turismo sostenibile. Ha creato la società di servizi per lo sviluppo di progetti turistici Twissen, ha ideato la Tiramisù World Cup e viene cercato come esperto in Italia e all’estero sia dagli enti pubblici che dalle aziende private.

    Sì, nel lungo ponte della Festa della Repubblica Treviso – come ha fatto sapere Federalberghi – le strutture ricettive erano al completo. “Però – mette subito in chiaro Redi – va prima di tutto sottolineato che per molti si trattava delle prime vacanze dopo il Covid e che quindi siamo di fronte a un movimento di turisti che stanno spendendo i soldi che hanno risparmiato negli anni in cui purtroppo ci si è mossi molto meno. Il fatto che abbiano scelto di arrivare a Treviso è positivo, ma attenzione”.

    Quello da cui Francesco Redi mette in guardia, senza voler ammazzare gli entusiasmi, è lo scenario mondiale: crescita economica e aumento dei prezzi dell’energia viaggiano insieme e la domanda da farsi è cosa potranno permettersi i turisti. “Ci sono delle forbici che si stanno aprendo. Da una parte un numero ridotto di persone che avrà la possibilità di spendere e di farsi vacanze di un certo tipo e dall’altra una massa che comunque viaggerà, ma non si sa quanto potrà lasciare realmente sul territorio. Ecco, il turismo – spiega l’esperto – è un settore economico che o porta soldi, valore e ricchezza oppure genera costi”. Vale a dire congestionamento delle strade, inquinamento, residenti che non ce la fanno più.

    Su Treviso basta pensare alla questione aeroporto, con gli abitanti che accusano i troppi voli. E bisognerà discuterne. Ma anche i romani non se la passano bene e a Venezia prima del Covid sono apparse delle scritte, ma il problema esiste anche oggi, perché sembrava avessimo imparato la lezione, ma non è successo”.

    Francesco Redi sul turismo a Treviso: “Pronti a passare da meta a brand turistico ma è necessario investire e organizzarsi”

    Fermando lo sguardo su Treviso, Redi è convinto che in questo preciso momento storico la città abbia una grandissima opportunità. “Turisticamente parlando è come un giovanotto di buone prospettive che ha passato molto bene la maturità e che vuole andare all’università. Perché bisogna passare al livello successivo, perché lo scenario cambia, perché ci sono esigenze diverse e il turismo non è più solo ‘fatturiamo’ ma è comunità. Questo – afferma Redi – è il turismo sostenibile, un investimento con una visione. E la sfida che questo territorio è chiamato ad affrontare è chiedersi: cosa c’è da migliorare?”.

    La risposta è semplice: scegliere da quale parte delle forbici si vuole stare. “Se vogliamo andare dalla parte più di qualità, che è più resistente e che genera anche un ritorno economico maggiore, allora è necessario investire. È necessario andare all’università. Magari all’inizio dovremo fare dei sacrifici, investendo nell’essere più bravi ad attirare talenti o anche solo a trattenerli, creando condizioni lavorative migliori. Lo dovremo fare tutti: imprenditori, categorie, Ogd”. Secondo Redi è necessario formare le persone, lavorare sul marketing, ma anche influire sul comportamento dei turisti che arrivano.

    “Per non rischiare di generare costi invece che valori le implicazioni sono molte. Se il turismo mi porta tanti soldi ma rende un territorio infelice perché lo faccio?”. Un’infelicità che a Treviso non c’è. “Qui sono già tutti convinti, basta solo la consapevolezza della necessità di passare al livello successivo. Basta riuscire, e non è facile, ad organizzarsi. Le potenzialità ci sono tutte, con i territori circostanti della Marca che stanno crescendo”.

    Territori già maturi, come le colline del Prosecco. Con l’Asolano e il Montello che stanno emergendo. Risorse enormi. “In questo momento abbiamo due opportunità. Cooperare verticalmente con le altre destinazioni turistiche venete oppure, e su questo ci credo tanto, cooperare orizzontalmente con altri settori, dal cibo ai brand delle nostre industrie, passando dall’essere una meta turistica a un brand turistico, grazie a un assortimento di proposte che però deve vedere i territori organizzarsi insieme, con programmazione. Insomma – conclude Francesco Redi – investiamo e mandiamo questo giovanotto all’università”.

    Sara Salin

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