domenica, 3 Luglio 2022

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    HomeVenetoAttualitàTurismo, Caner: “Il Veneto è la regione più turistica d’Italia”

    Turismo, Caner: “Il Veneto è la regione più turistica d’Italia”

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    L’intervista. Federico Caner, assessore regionale al turismo, fa il punto della stagione: “In Veneto affrontiamo con serenità le sfide future”

    Federico Caner, assessore regionale al Turismo
    Federico Caner, assessore regionale al Turismo

    Assessore, ormai siamo entrati nel vivo della stagione balneare, le spiagge venete come stanno accogliendo i turisti?

    “Abbiamo avuto un primo assaggio di ripartenza durante le festività pasquali, settimana in cui l’occupazione alberghiera è stata superiore a quella dello stesso periodo del 2019. Il Veneto si dimostra nuovamente al top come meta di vacanza sulle spiagge, e le previsioni indicano che abbiamo tutti gli ingredienti per confermarci la regione più turistica d’Italia, nonostante la pandemia e la crisi legata alla guerra in Ucraina. Osservando le presenze molto positive del weekend dell’Ascensione con l’arrivo dei primi tedeschi e austriaci, non posso che guardare con ottimismo a quelle di Pentecoste e Corpus Domini, certo che saranno confermate le previsioni di un’ulteriore crescita. Il litorale veneto rappresenta sempre una forte attrattiva in termini turistici e contribuisce in maniera determinante al Pil del turismo del Veneto che raggiunge i 18 miliardi di fatturato e i 72 milioni di presenze in tutta la regione. I nostri imprenditori del settore stanno dimostrando di essere pronti a contrastare le difficoltà e cogliere le sfide in atto, come il turismo lento e green per promuovere anche gli aspetti naturalistici del Veneto che possono completare l’offerta tradizionale delle spiagge”.

    Il turismo estero è in ripresa?

    “Dopo due stagioni fortemente condizionate dalla pandemia, cominciamo a vedere la luce in fondo al tunnel e l’estate 2022 potrebbe realmente invertire la tendenza anche sul fronte della ripartenza turistica grazie anche alla ripartenza dei voli di lungo raggio in arrivo all’Aeroporto Marco Polo di Venezia, che si aggiungono ai flussi europei e domestici. Già nei mesi centrali della stagione estiva il polo aeroportuale del Nord Est da previsioni dovrebbe raggiungere l’80% del traffico realizzato nel 2019, con l’ultimo trimestre dell’anno che dovrebbe toccare il 90%. Venezia, in particolare, è contrassegnata dal ritorno dei collegamenti intercontinentali sul Nord America (Stati Uniti e Canada). Le previsioni per fine 2022 sono di 14,4 milioni di passeggeri complessivi per il polo, che dovrebbe recuperare il 78% dei volumi di traffico realizzati nel 2019. Si tratta di un vero e proprio segnale di speranza per l’intera industria turistica regionale, che finalmente potrà rivolgere la propria attenzione e promozione anche oltreoceano, e che si tradurrà in benefici per le nostre città d’arte che negli ultimi due anni hanno sofferto a causa della mancanza di arrivi e presenze internazionali. Oggi possiamo guardare con più serenità al futuro e ai mercati a lungo raggio”.

    Resta aperto il problema della direttiva Bolkestein, di recente anche il presidente del Consiglio ha sottolineato che la riforma va fatta. Cosa chiede il Veneto?

    “Sui balneari la battaglia di tutela delle nostre imprese non è finita. La direttiva europea, l’abbiamo sempre ripetuto, rischia di mettere in ginocchio un settore che da generazioni dà lavoro a intere famiglie. In Veneto tanto la Regione, quanto le categorie ritengono giusto andare a gara, fissando però dei criteri che assicurino da un lato il rispetto della norma europea e dall’altro il riconoscimento degli investimenti fatti negli ultimi anni dagli imprenditori. Nel disegno di legge sulla concorrenza, recentemente approvato dal Senato, è stata fissata la scadenza per tutte le gare di concessione entro il 31 dicembre del 2023, con deroghe di un anno solo per quei Comuni oggettivamente impossibilitati a mettere al bando le concessioni. Modalità ed entità degli indennizzi agli imprenditori che non riuscissero a rinnovare le concessioni verranno affidati a dei decreti delegati dei ministeri delle Infrastrutture e del Turismo da varare entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge. E’ rispettoso che si proceda velocemente fissando quei criteri che assicurino da un lato il rispetto della norma europea e dall’altro il riconoscimento degli investimenti fatti dai balneari”.

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