lunedì, 15 Agosto 2022

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    Vicenza, il piccolo Mishia di 7 anni dall’Ucraina al San Bortolo per un volto nuovo

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    Il piccolo giunto dall’Ucraina aveva gravi malformazioni. Operato da Baciliero al San Bortolo di Vicenza

    Ha sette mesi ed è venuto a Vicenza lo scorso 7 gennaio dall’Ucraina insieme alla madre Olga, di soli 19 anni, ma non è un profugo di guerra: il piccolo Mishia è nato lo scorso ottobre affetto da gravissime malformazioni, privo di occhi e con gravi problematiche alla bocca e al palato. Ad ospitarli è la signora Anna Cecchini, nella sua casa di Dueville.

    A lei si è rivolta la famiglia dei coniugi Cristina e Paolo Fracasso di Dueville, che aveva ospitato Olga dagli 8 ai 13 anni durante i soggiorni estivi. Quello con Anna Cecchini e con il marito Giuseppe Bertinazzi, scomparso nel settembre dello scorso anno, era infatti un rapporto antico con l’Ucraina: oltre che sindaco di Dueville per due mandati, Giuseppe Bertinazzi era stato l’ideatore del progetto di accoglienza rivolto ai bambini ucraini, che a partire dal 1996 si è formalizzato nell’attività dell’associazione “Dueville Accoglie”, della quale la signora Cecchini è stata responsabile per vent’anni.

    I Fracasso hanno chiesto aiuto ad Anna dopo aver ricevuto una foto del bimbo ed alcune note relative alle sue condizioni. «Lo scorso 17 novembre ho visto Mishia e mi sono subito attivata – racconta la signora Cecchini – non mi sono potuta esimere dall’impegno di far produrre diagnosi ed opportune ricerche in merito. Ho agito da mamma, supportata sin dall’inizio dalle mie figlie, Silvia, Carla, Marta e Regina, per concretizzare tale accoglienza. In coro mi hanno detto “Se papà fosse con noi direbbe che il bimbo è nostro”. In questo progetto ci accompagna il suo mantra “Amate, donate, leggete”. Credo che lui, uomo buono e giusto lo stia gestendo”.

    “Ad oggi, Mishia è stato operato e sono certa che si tratti di un binomio perfetto che vede uniti cuore ed alte capacità professionali. Elementi che promettono, impegnano e realizzano miracoli umani e questo su Mishia, compiuto dall’équipe presieduta dal dottor Ugo Baciliero del Maxillo-facciale del San Bortolo, credo sia tale».

    A spiegare i dettagli dell’intervento, durato oltre 3 ore, è il dott. Ugo Baciliero, direttore dell’unità operativa complessa di chirurgia maxillo-facciale dell’ospedale di Vicenza: «Il bambino è nato con una grave malformazione del volto, detta anoftalmia: in pratica è privo di occhi, e come se non bastasse era presente una malformazione molto complessa del volto, sia esterna nella zona della bocca sia interna, nel palato. Senza un intervento non avrebbe potuto deglutire, né parlare. Abbiamo iniziato con una serie di accertamenti, mediante tac e risonanze, per definire con precisione il quadro clinico. In un unico intervento siamo riusciti a correggere tutte le deformità facciali, mentre per il problema oculare ci sarà bisogno nel
    tempo di una serie di trattamenti per l’inserimento di protesi, necessarie a far sì che attorno ad esse si
    sviluppi l’orbita, adeguando poi queste protesi man mano che il bambino crescerà».

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