giovedì, 29 Settembre 2022

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    Bassano del Grappa, denuncia una estorsione ai carabinieri: era tutto inventato

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    Denuncia una estorsione. Deferito in stato di libertà per Simulazione di reato

    Il 10 giugno scorso, presso una Stazione Carabinieri del bassanese, un imprenditore di zona denunciava che circa un anno prima, mentre si trovava all’interno di un bar, venne avvicinato da due individui, non conosciuti e certamente del Sud Italia, i quali gli chiesero “come stai?” e poi “hai proprio una bella famiglia ed anche la tua attività è bella” aggiungendo che poteva essere un peccato rovinare tutto.

    A quelle frasi, l’uomo non dette troppo peso e con modi decisi, li mandò a quel paese allontanandosi. Il racconto proseguiva dichiarando che alcuni giorni dopo, ritornò in quel bar senza vederli. Dopo la consumazione tornò al suo furgone parcheggiato lì vicino e sotto il tergicristallo trovò due fotografie che ritraevano la sua famiglia nel quotidiano.
    Mentre le osservava, ricevette una telefonata da un numero anonimo e, una volta risposto, una voce maschile chiamandolo per nome disse “sei ancora convinto che stiamo scherzando?”.

    L’uomo, sempre in sede di denuncia, riferiva che da quel momento in poi, tutti i mesi, versava a queste persone, diverse migliaia di euro, spiegando anche le modalità di dettaglio. Ma qualcosa nel racconto, non convinceva gli inquirenti. Il querelante, ad alcune domande, aveva risposto in modo approssimativo ed anche altre dichiarazioni erano sembrate del tutto illogiche, strane.

    L’indagine sull’imprenditore

    Informato il Pubblico Ministero della Procura di Vicenza, iniziò una articolata attività di indagine anche perché, il sospetto di una partecipazione mafiosa in questo evento, aveva
    allarmato Autorità e Polizia Giudiziaria. Le attività tecniche disposte ed i servizi di pedinamento ed osservazione dei militari dell’Arma, riscrivevano piano piano una storia del tutto diversa da quella raccontata e quando il quadro probatorio si era compiuto, il denunciante venne interrogato nella caserma di Bassano del Grappa dai militari della Sezione Operativa.

    Vistosi incalzare dalle domande, ammette le sue responsabilità. Era stato costretto ad inventarsi questa storia per mettere a tacere le continue richieste di chiarimento da parte del commercialista che non capiva dove finissero i soldi dell’attività in assenza di
    idonea documentazione. Ed il motivo di tali uscite era l’acquisto di cocaina, di cui purtroppo, non poteva farne a meno, costringendolo ad acquisti giornalieri che in un anno comportavano una spesa di diverse decine di migliaia di euro.
    Pertanto i carabinieri denunciarono l’uomo in stato di libertà per “Simulazione di reato”.

    * “Si rappresenta che per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza
    della persona sottoposta ad indagine in relazione alla vicenda per la quale si procede
    sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di
    condanna”.

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