domenica, 25 Settembre 2022

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    Confartigianato: la crisi di governo e le elezioni pesano per centinaia di milioni sul Vicentino

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    Impietosa l’analisi del presidente di Confartigianato, Gianluca Cavion

    Il Presidente della Repubblica annuncia lo scioglimento delle Camere 

    “Uno spettacolo al quale volentieri avremmo fatto a meno di assistere con un finale che lascia un senso di amarezza e delusione in tanti, in primis tra gli imprenditori che da due anni a questa parte, loro sì, si sono rimboccati le maniche per far fronte all’emergenza pandemica prima ed economica dopo avendo a cuore il proprio futuro ma anche quello dei propri collaboratori e del Paese nel suo complesso. Una responsabilità personale e sociale che in questi giorni ha fatto difetto nel mondo politico”. Sono le parole del presidente di Confartigianato Gianluca Cavion, a fronte della crisi di governo.

    Nel vicentino, secondo l’analisi di Confartigianato, la crescita degli investimenti si ridurrebbe di 86milioni e 390mila euro, verrebbero meno circa 190milioni di interventi contro il caro-energia per famiglie e imprese che pagherebbero anche 51milioni 834mila euro in più per il rialzo dei tassi di interesse sui prestiti bancari, dovranno rinunciare a 67milioni 384mila euro di effetto espansivo della legge di bilancio 2023, mentre peserebbe per 62milioni 201mila euro la deviazione dal sentiero di riduzione della pressione fiscale. E ancora, un incompleto raggiungimento degli obiettivi del Pnrr metterebbe a rischio 307milioni 551mila euro di finanziamenti Ue, il blocco dei crediti fiscali per i bonus edilizia peserebbe per 89milioni 846mila euro sulle imprese.

    Confartigianato ricorda inoltre che sono in ballo 55 snodi obbligati del Pnrr da centrare nel secondo semestre del 2022 (39 traguardi e 16 obiettivi), cui è legata la terza rata europea. Molti dipendono da riforme fondamentali per la competitività di
    imprese e territori e anche per la società. C’è la legge per la concorrenza, riforma centrale nel Pnrr, ma non solo. Il completamento delle riforme della giustizia civile, penale e tributaria. E ancora la riforma fiscale e degli appalti che avrebbero dovuto sburocratizzare e aggiornare quadri normativi molto datati.

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