sabato, 13 Agosto 2022

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    HomeVenetoAttualitàCrisi di Governo, Marcato: "Per il Veneto non ci voleva, situazione preoccupante"

    Crisi di Governo, Marcato: “Per il Veneto non ci voleva, situazione preoccupante”

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    Crisi di Governo, la preoccupazione dell’assessore Marcato: “Mi auguro che ci sia consapevolezza da parte della classe dirigente italiana del dramma che stanno vivendo imprese e famiglie”

    Marcato

    L’assessore regionale leghista allo sviluppo economico, Roberto Marcato, si dice preoccupato dell’attuale situazione di crisi del Paese. L’abbiamo intervistato all’indomani delle dimissioni del presidente Mario Draghi.

    Ci voleva o non ci voleva questa Crisi di governo? La Lega ad un certo punto l’ha anche sostenuta, cosa ne pensa lei?

    “La crisi non ci voleva e questo è del tutto evidente. Togliere la guida del Paese è delicatissimo, però è altrettanto vero che nel momento in cui Conte toglie la fiducia e costringe Draghi alle dimissioni, a quel punto non c’era alternativa se non andare al voto. Quello che io mi auguro è che ci sia la consapevolezza da parte della classe dirigente italiana del dramma che stanno vivendo imprese e famiglie. Spero che la campagna elettorale non si riduca a trovare i colpevoli della crisi di Governo, ma che sia un momento di grande riflessione per dare risposte importanti a chi oggi rischia davvero la povertà”.

    Per il Veneto cosa vuol dire questa crisi? Mette a rischio investimenti importanti?

    “Faccio un esempio per tutti: noi aspettavamo la firma da parte del Primo Ministro Draghi sulla ZLS, la zona logistica speciale di Porto Marghera e del Polesine, che è uno strumento di sviluppo importantissimo di sviluppo per queste due aree, e ora tutto questo viene congedato a chissà quando. Questo è solo un esempio, poi c’è anche il tema del PNRR, il decreto aiuti e quello che a me preoccupa di più è la tenuta sociale della nostra regione perché ci sono famiglie davvero in difficoltà. Io spero ci sia davvero questa consapevolezza altrimenti ci troveremo con le piazze piene di gente arrabbiata”.

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