sabato, 13 Agosto 2022

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    Farra di Soligo, l’ex casa vacanze diventa un centro per giovani con disabilità

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    L’ex casa vacanze di Farra di Soligo rinasce come centro per giovani con disabilità. L’utilizzo della villa veneta sarà gratuito.

    Farra di Soligo centro giovaniL’ex casa vacanze di Farra di Soligo rinasce e diventa una struttura dedicata all’ospitalità di giovani affetti da disturbi dello spettro autistico e da disturbi del comportamento alimentare. Grazie all’accordo siglato fra Ulss 2, Conferenza dei sindaci, Regione del Veneto e Inps, che è proprietario dell’immobile, il progetto “Dopo di noi” si concretizza: dall’inizio di giugno sono state aperte le porte degli appartamenti della villa veneta che l’istituto di previdenza aveva ereditato dall’ex Enam e che fino a qualche giorno fa era un “cadavere eccellente”, così come lo ha definito il presidente del Veneto Luca Zaia. E che invece si trasforma in quello che tutti i soggetti interessati – compresa l’amministrazione comunale di Farra – oggi indicano come un progetto modello, unico in Italia, da replicare sia a livello provinciale che regionale.

    Centro per giovani con disabilità a Farra di Soligo. L’obiettivo è arrivare all’autonomia abitativa e lavorativa

    L’obiettivo socio-sanitario è portare gradualmente all’autonomia abitativa e lavorativa quei giovani disabili (prevalentemente minori, ma anche neo-maggiorenni) che per diverse ragioni non vivono più con la loro famiglia: per creare relazioni e agevolare l’autonomia funzionale, alloggeranno in appartamenti misti (affetti da autismo con affetti da disturbi alimentari), saranno seguiti personalmente da un’équipe di specialisti e, dopo un periodo che varia dai sei mesi a un anno, il loro percorso sarà valutato dagli psicologi prima di poter essere trasferiti in appartamenti esterni indipendenti.

    Un percorso di crescita che nasce nell’ambito di una progettualità del Pnrr sostenuta dalla Conferenza dei sindaci e che inizialmente riguarderà un gruppo massimo di otto persone, ma che con il tempo sarà allargato fino a quaranta. Al di là dell’alto valore sociale che il progetto ha per la comunità trevigiana (basti pensare che in Veneto un bambino su 77 è affetto da autismo), c’è l’operazione che ha portato alla nascita del centro.

    L’antica villa di via Patrioti, con le sue due barchesse e il grande parco, nel 1950 era stata acquistata dall’allora Enam, istituto di previdenza magistrale, che ne aveva fatto una casa per le vacanze di maestre e maestri dell’asilo e delle elementari. Successivamente comperata dal proprietario dell’adiacente ex filanda e poi venduta, negli anni Ottanta fino ai primi anni del Duemila la struttura è stata rilanciata come convitto, per finire a restare sottoutilizzata da parte dell’Inps.

    A Farra di Soligo centro per giovani con disabilità. Il direttore regionale Inps: “nuovo utilizzo coerente con finalità sociali dell’istituto”

    “Era indispensabile trovare un nuovo utilizzo coerente con le finalità sociali dell’istituto, generando valore per la comunità e al contempo evitando l’ammaloramento”, ha spiegato il direttore regionale dell’Inps Antonio Pone, che in sede di presentazione del progetto ha voluto sottolineare l’importanza della forma inedita di partenariato che ha portato all’operazione di ripristino dell’immobile. Del quale Inps ha messo a disposizione gratuitamente parte del piano rialzato, primo e secondo piano (la villa è su quattro livelli, per un totale di 4.440 metri quadrati di superficie) e cha aggiunto un investimento di circa 300mila euro per renderlo immediatamente fruibile.

    “Questo progetto – ha fatto sapere Pasquale Tridico, presidente nazionale dell’Inps fa parte di una recente strategia per valorizzare progettualità forti per finalità sociali, è un esempio di come un rapporto costruttivo tra amministrazione genera valore per il territorio, restituisce beni al servizio della comunità e realizza una concreta solidarietà per i più deboli”. Che l’operazione di Farra di Soligo sia solo la prima di una serie, è stato confermato sia dal presidente della Regione che dal direttore generale dell’azienda sanitaria Francesco Benazzi.

    “Stiamo individuando un altro edificio che potrebbe a breve essere utilizzato per finalità socio-sanitarie”, ha annunciato Zaia. Per essere precisi nell’Opitergino, ha fatto sapere Benazzi. Una replicabilità del “modello Farra” che potrebbe significare un orientamento alla valorizzazione, e non più alla vendita, di molti edifici ormai inutilizzati. “Le famiglie – ha sottolineato il governatore – hanno bisogno di progetti come questo e di un sistema virtuoso”.

    Sara Salin

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