mercoledì, 17 Agosto 2022

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    In Veneto le aziende investono sempre di più su tecnologie e prodotti sostenibili

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    Buono anche il posizionamento della regione per numero di green job attivati, anche in pandemia

    Sono oltre 441mila le aziende italiane che nel quinquennio 2016-2020 hanno deciso di investire in tecnologie e prodotti green. Nello specifico, il 21,4 per cento lo ha fatto nel 2020, nonostante la pandemia, a dimostrazione di come sempre più imprenditori siano consapevoli dei vantaggi competitivi che possono derivare dalla transizione ecologica. Del totale, 41.529 sono aziende venete. Un numero che porta la regione, ex locomotiva del Nordest, al terzo posto della classifica delle imprese orientate alla sostenibilità e all’economia verde stilata nell’ultimo rapporto “GreenItaly” di Unioncamere con la Fondazione Symbola. Il podio più alto spetta alla Lombardia, con quasi 90mila imprese investitrici, pari al 20,3 per cento del totale nazionale. Tra le regioni più attive si conferma la Campania, con poco più di 46mila unità, pari al 10,4 per cento. A dividere il terzo posto con il Veneto, c’è il Piemonte. Ma aggiungiamoci pure che con 113.395 nuovi contratti, il Veneto è secondo per posizioni di green job attivate nel 2020. Numeri e risultati che sono stati presentati nel corso della prima edizione della “Settimana della Sostenibilità” organizzata nella seconda metà di maggio da Assindustria Venetocentro nell’ambito di “Capitale Cultura d’Impresa 2022”, titolo assegnato all’area vasta Rovigo-Venezia Padova-Treviso.

    Tutto bene? Non precisamente, se si considera che accanto ai comportamenti virtuosi per ridurre l’impatto sul Pianeta da un’indagine di Fòrema emerge che il 37 per cento di un campione di 172 piccole, medie e grandi aziende venete metalmeccaniche e manifatturiere dichiara di non aver ancora intrapreso alcun percorso sulla strada della sostenibilità. Zero azioni, insomma, anche se da un paio di anni – soprattutto grazie alla spinta dettata dal Next Generation Eu prima e dal Pnrr poi – il sentire comune è che non si tratti più solamente di un’opzione, ma di un dovere condiviso. Anche in presenza di elementi, come il caro energia e l’approvvigionamento delle materie prime, che stanno mettendo a dura prova il settore produttivo globale. Spulciando le classifiche, si scopre poi che la provincia di Verona è al nono posto in Italia per numerosità assoluta di contratti relativi a green job, Padova decima, Treviso undicesima, Vicenza quattordicesima, Venezia diciassettesima!

    Che nella lista delle prime venti province italiane per valore assoluto delle imprese che hanno effettuato eco-investimenti in prodotti e tecnologie green, Verona sale di una posizione, Vicenza è all’undicesimo posto e Padova al diciassettesimo. “L’adozione di comportamenti sostenibili è un cambio di paradigma culturale che può mitigare la crisi climatica, ridurre i profili di rischio, stimolare l’innovazione e l’imprenditorialità, rendere competitive le filiere produttive e ridurre le disuguaglianze sociali acuite dalla pandemia”, ha dichiarato in apertura della manifestazione Leopoldo Destro, presidente di Assindustria Venetocentro. Per il numero uno degli industriali padovani e trevigiani “essere sostenibili è un segno di attenzione per l’ambiente e il territorio, una testimonianza per i dipendenti e la comunità, un biglietto da visita per azionisti e investitori”. A fargli eco, Walter Bertin, vicepresidente dell’associazione con delega ad ambiente e sostenibilità: “Le sfide non mancano, ma una visione d’insieme di una vasta area territoriale rappresenta l’unica strada per affrontarle”.

    Come? Secondo Bertin è necessario “partire dal basso, fornendo strumenti, opportunità e occasioni di crescita e interscambio”.

    Sara Salin

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