sabato, 13 Agosto 2022

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    L’invecchiamento positivo e attivo

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    Invecchiamento positivo e attivo
    Invecchiamento positivo e attivo

    Il processo di “invecchiamento” negli anni ha subito un’evoluzione nella sua definizione. Infatti fino alla fine degli anni 70, è sempre stato de nito con un’accezione negativa, ovvero una fase della vita descritta come un inesorabile declino caratterizzato da sole perdite. In contrapposizione a questa teoria, negli ultimi anni la ricerca scientifica ha meglio definito e chiarito i fattori che permettono un invecchiamento positivo e attivo. Si è fatta strada l’idea di una terza età che possa essere una fase costellata anche da nuovi progetti, nuovi interessi, benessere, attività e vita sociale.

    I fattori che influenzano l’invecchiamento

    L’invecchiamento è un processo naturale, generalizzato a tutti gli individui, ma si svolge con modalità, ritmi, caratteristiche che variano da persona a persona. Conoscerne le caratteristiche e i fattori che lo influenzano, risulta di fondamentale importanza per vivere e promuovere un invecchiamento attivo e sfatare falsi miti. I fattori che influenzano l’invecchiamento sono genetici, sanitari, ma incidono anche i fattori culturali, lo stile di vita, le esperienze di vita, l’aspetto economico, la rete sociale, ambiente e famiglia, la personalità (essere attivi, motivati, creativi e impegnati si associa ad un invecchiamento più favorevole). L’invecchiamento dunque è un fenomeno così complesso che non può essere affidato alla sola età cronologica, e purtroppo ancora oggi si lega a pregiudizi e stereotipi che devono essere superati, come:

    • “Sono troppo vecchio per imparare qualcosa di nuovo”: in realtà, si può apprendere lungo tutto l’intero arco di vita! Non esiste un’età o un momento destinato ad imparare e altri nei quali si applica ciò che si è imparato. In ogni fase della vita si può apprendere. L’esercizio mentale, soprattutto imparare cose nuove o dedicarsi ad attività intellettualmente stimolanti, ha dimostrato di essere in grado di rafforzare le reti delle cellule cerebrali e di contribuire a preservare le funzioni mentali. Il cervello vuole imparare, vuole essere impegnato e attivo!
    • “Il cervello non produce più cellule cerebrali”: la ricerca ha chiarito ormai che alcune aree del cervello, tra cui l’ippocampo, generano regolarmente nuovi neuroni, molti dei quali si sviluppano  no ad acquisire una funzione rilevante nei circuiti cerebrali.
    • “Solo un giovane cervello è plastico”: la plasticità è presente ad ogni età! Anche in età avanzata i meccanismi di compensazione mantengono un elevato livello funzionale nonostante la presenza di perdite  siologiche. Il cervello continua a “riorganizzarsi” dalla giovinezza all’anzianità.
    • “Il declino della memoria è inevitabile”: con l’avanzare dell’età è normale e  siologico un calo delle prestazioni poiché man mano diminuiscono risorse importanti come la velocità di elaborazione (allungamento dei tempi di reazione), e la capacità di inibizione, (maggiore dif coltà a inibire informazioni inutili). Nonostante il calo molte persone raggiungono delle buone prestazioni. La genetica gioca chiaramente un ruolo importante, ma anche il modo in cui viviamo la nostra vita in uenza (l’attività  sica e mentale, la dieta, le relazioni sociali, il modo in cui gestiamo lo stress e il modo in cui vediamo noi stessi e il mondo che ci circonda). In particolare incidono negativamente: lo stress, la distrazione (se non si presta attenzione non si memorizza), l’ansia (in uno stato d’ansia o emotività, si possono avere vuoti di memoria), la motivazione (se non si è interessati si fatica a ricordare), la mancanza di organizzazione (è importante organizzare il materiale per ricordare con più facilità). Dunque un buon approccio alla vita, motivazione, e un costante esercizio permettono di mantenere meglio e più ef cienti le nostre abilità, se queste infatti non vengono esercitate decadono prima. “Faber est suae quisque fortunae”, la persona è arte ce del proprio destino, e in questo caso, del proprio processo di invecchiamento, ovvero possiamo almeno agire su quei fattori che dipendono da noi.

    DR.SSA MARIA LUCIA CANIGLIA
    Psicologa esperta in Neuropsicologia e in Psicologia dell’invecchiamento.
    Svolge Corsi e Seminari in qualità di docente /Relatore. Collabora con il Centro Sollievo di Cavarzere in qualità di Psicologa, con Attività socio-cognitive, Consulenze e Corsi di Sostegno e Formazione per i caregivers.

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