mercoledì, 17 Agosto 2022

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    Mestre, truffa del finto sms ai danni di un pensionato

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    Truffa del finto sms da parte del proprio istituto di credito, pensionato di Mestre derubato di 60 mila euro.

    Cambia la banca, ma la truffa resta la stessa. Un finto sms, un finto allarme-sicurezza, una chiamata da un finto operatore dell’istituto di credito. Tutto finto, insomma, tranne l’importo rubato all’ignaro correntista vittima del raggiro che purtroppo è più che reale. In questo caso, stiamo parlando di circa 60 mila euro.

    Insomma, la truffa dell’sms/civetta – che sta prosciugando i conti di decine di persone in tutta Italia – non accenna ad arrestarsi come può testimoniare l’ufficio legale dell’Adico che ha avviato negli ultimi due anni circa 300 persone, quasi tutti correntisti di banca Intesa. L’ultimo caso in odine di tempo seguito dall’associazione coinvolge invece un altro istituto, la Bnl, e un pensionato mestrino, classe 1948, protagonista, suo malgrado, di un vero e proprio furto attuato da malviventi abili e senza scrupoli.

    La modalità della truffa, come detto, non cambia. Il pensionato riceve un messaggio sul telefono cellulare e il mittente è, all’apparenza, la banca Bnl. L’ sms – archiviato nella stessa cartella dove si trovano i veri messaggi inviati dall’istituto di credito ai correntisti – avverte l’uomo che Bnl ha limitato la sua carta conto per la mancata verifica della sicurezza web e lo invita a cliccare uno specifico link. Una volta compiuta l’operazione, l’anziano si trova in un sito che richiama in tutto e per tutto quello della banca.

    A questo punto, viene informato della buona riuscita dell’operazione e viene contattato attraverso il numero verde dell’istituto da un sedicente operatore della Bnl che lo informa della necessità di disinstallare e poi installare una particolare app per rafforzare il sistema di sicurezza. L’uomo segue le indicazioni e il giorno dopo viene ricontattato dallo stesso operatore che gli chiede dati teoricamente utili all’aggiornamento dell’applicazione. E’ l’atto finale della truffa. Dopo alcuni giorni, l’uomo si rende infatti conto dell’avvenuta emissione di due bonifici del valore complessivo di circa 60 mila euro e, ovviamente, si dispera. Successivamente presenta denuncia ai Carabinieri e chiede assistenza all’Adico.

    Garofolini: “la banca deve garantire la sicurezza dei propri clienti, chiediamo il rimborso totale di quanto sottratto”

    “Come abbiamo più volte detto parlando di questa truffa diffusa in tutta Italia e capace di coinvolgere persone di ogni genere, età e professione – specifica Carlo Garofolini, presidente dell’Adiconon riusciamo davvero a capire come sia strutturata. Questo, d’altra parte, non è compito nostro ma della Polizia Postale che in effetto sta indagando da tempo tanto da individuare alcuni truffatori che però hanno con ogni evidenza innumerevoli emulatori. Noi, invece, mettiamo in luce le responsabilità della banca di fronte alla totale buona fede del cliente ingannato da un raggiro sofisticatissimo e praticamente perfetto. Spetta agli istituti di credito dotarsi di tutti gli strumenti in grado di garantire la sicurezza del correntista e di avvertirlo subito nel caso di operazioni ritenute anomale, come appunto può essere l’emissione di due bonifici per un importo di decine di migliaia di euro da parte di un pensionato. Intimiamo alla banca il rimborso totale di quanto sottratto al nostro socio”.  

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