sabato, 13 Agosto 2022

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    Polemica tra Bigon e Donazzan: “L’assessore nega un diritto ma anche il futuro del Veneto”

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    Bigon del Pd risponde alle dichiarazioni di Donazzan sullo “ius scholae”

     

    Anna Maria Bigon, consigliera regionale del Partito democratico

    “Ancora una volta l’assessore Donazzan, che gestisce in Veneto tre settori cruciali sul fronte dei diritti come il lavoro, l’istruzione e le pari opportunità, alza un muro contro tutele e uguaglianze. E lo fa, cosa ancor più grave, nei confronti di giovani che pur essendo già integrati nella società, restano relegati ai margini per una volontà politica discriminatoria”.

    La presa di posizione – dice una nota che giunge da palazzo Ferro Fini – è della consigliera regionale del Pd veneto, Anna Maria Bigon, assieme ai colleghi Giacomo Possamai, Vanessa Camani, Jonatan Montanariello, Andrea Zanoni e Francesca Zottis, commentando le dichiarazioni di Elena Donazzan sullo Ius scholae.

    “Stiamo parlando di riconoscere piena cittadinanza – prosegue l’esponente del Pd – a ragazze e ragazzi che vivono in Italia da prima del loro dodicesimo anno di età e che hanno completato un ciclo di studi di 5 anni. Giovani che vivono la stessa vita dei loro coetanei italiani e che rappresentano assieme un futuro di convivenza che è già realtà. Eppure l’assessore parla di ideologia e di altre priorità che vengono prima. Ignorando il fatto che questa negazione di diritti è destinata ad impoverire ulteriormente il Veneto, una terra dalla quale i giovani emigrano sempre di più per cercare lavoro altrove”.

    “La visione di cui Donazzan si fa portavoce – conclude Bigon – non tiene dunque conto, oltre che delle questioni di civiltà, anche di una prospettiva concreta legata al mondo del lavoro e dell’economia nella nostra regione. Il calo vertiginoso delle nascite, l’assenza di politiche in grado di far incrociare domanda e offerta, e il continuo giocare su una propaganda che è destinata ad alimentare disuguaglianze e conflitti sociali, tolgono respiro e rilancio al Veneto. Un orizzonte che l’assessore dovrebbe scongiurare e che invece, irresponsabilmente, sta concretizzando giorno dopo giorno”.

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